Una settimana ancora ricca di iniziative teatrali alla Piccola Accademia di via Castellini 7 a Como.


Si comincerà lunedì 25 alle ore 20.30 con Amico Fragile il nuovo spettacolo e con Giuseppe Adduci, prima al buio e poi in visione integrale per la rassegna “Chiaro-scuro il teatro dei sensi” nell’ambito del progetto “La lingua svelata del presente” con il contributo di Fondazione Cariplo.

Nel frattempo si avvia alla conclusione la rassegna autunnale Come Como Comò (Ce l’abbiamo fatta): martedì 26 è la volta della replica pomeridiana alle ore 15.00 dello spettacolo I ragazzi della via Padova disavventure di un’insegnante alle prese con la scolaresca di uno dei luoghi più difficili di Milano; mercoledì 27 replica pomeridiana alle 17.30 di Antigoni, spettacolo che racconta gli atti di disobbedienza al femminile, a cominciare appunto da quello dell’Antigone del mondo classico, per attraversare i no costruttivi di Rosa Parks, Malala, Franca Viola e altre ancora.

Sabato 30, alle ore 20.30 andrà in scena la prima integrale di Amico fragile, di e con Giuseppe Adduci per la rassegna. Alle 21.30 assisteremo alla replica di Un giorno tre autunni, un nuovo spettacolo di Giuseppe Adduci su tre donne che si sono ribellate alla mafia, con Cosetta Adduci, Virginia Adduci, Olga Bini.

Amico fragile – Spesso si sente dire che le canzoni di De Andrè hanno fatto da colonna sonora a una e più generazioni, ma il concetto è sicuramente riduttivo. Per molti, infatti, il padre dei cantautori è stato un vero e proprio maestro che con la sua morte ha lasciato orfani il pensiero libertario e l’adesione sentimentale al progetto di affiancare gli ultimi, almeno nella stessa misura in cui lo è stata la morte di Pasolini.

Lo spettacolo racconta di una certa parte di generazione che a cominciare dagli anni Settanta lo ha vissuto come maitre à penser, localizzando in Genova e nei fatti che ne hanno scandito il fluire, a partire dalla metà del Secolo scorso fino ai primi di quello attuale, il fulcro geografico del ribellismo. La fine dell’utopia è anche la fine, nello spettacolo, di una vita che cerca in una morte dolcissima, come direbbe Simone de Beauvoir, la ragion d’essere della fine stessa.

Un giorno tre autunni – La mafia uccide, uomini e donne indistintamente. Per le donne, troppo spesso, si assomma un’altra ingiustizia: essere dimenticate. O peggio: vedere l’immagine dell’uomo che hanno amato sovrapposta alla propria. Eppure Felicia Bartolotta la battaglia alla mafia, a modo suo, l’ha combattuta prima ancora del figlio, Peppino Impastato. Eppure Francesca Morvillo prima di saltare in aria a Capaci con tre uomini della scorta e suo marito, è stata valente magistrato e accademica, giudice del tribunale di Agrigento, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, Consigliere della Corte d’Appello di Palermo. Eppure Rita Atria con le sue deposizioni ha reso possibile l’arresto di numerosi mafiosi di Partanna, Sciacca e Marsala, ribellandosi alla mafia dall’interno.

Un giorno tre autunni vuole onorare il loro impegno e il loro sacrificio, in quanto persone coraggiose, in quanto ribelli di fronte alla soperchieria della mafia, oltre che la sanguigna vicinanza a uomini come Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino.

Il progetto Come Como Comò, che vede il contributo dell’Assessorato al Cultura del Comune di Como e di Fondazione Cariplo, è stato pensato con l’intenzione di aiutare la popolazione a superare i momenti negativi della pandemia e assicurare, nei limiti della cura della salute pubblica, il ritorno alla normalità.

Prenotazione obbligatoria da sito www.teatrogruppopopolare.it

Ingresso 10 euro ad ogni spettacolo, per la serata del 30 ottobre il biglietto di ingresso permette di vedere entrambi gli spettacoli.

Informazioni

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