Project Description

Villa Olmo

Bellissima villa storica con parco fruibile e fantastica vista lago.

Guarda sulla mappa

Home | Ramo di Como | Villa Olmo

Villa Olmo

Affacciata sul lago di ComoVilla Olmo è tra i principali simboli della città di Como.

La sua bellezza, quiete ed eleganza l’hanno spesso resa meta di personaggi famosi tra cui Napoleone, Ugo Foscolo e Garibaldi. Attualmente è sede di congressi, spettacoli e mostre d’arte. È una tra le più celebri e sontuose dimore storiche comasche. Fu fatta edificare in stile neoclassico, verso la fine del ‘700, dal marchese Innocenzo Odescalchi. Il suo nome deve ad un gigantesco olmo più che centenario, oggi non più esistente. Il direttore dei lavori fu Simone Cantoni, insigne architetto ticinese, che elaborò il progetto originale stilato dal suo coetaneo Innocenzo Regazzoni. Cantoni chiamò presso di sé i fratelli Domenico Pozzi, Carlo Luca Pozzi, Giuseppe Pozzi e lo scultore Francesco Carabelli, avvalendosi della loro collaborazione.

La sua bellezza fu il biglietto da visita di Cantoni

Fu il biglietto da visita che permise a Cantoni di realizzare una fortunata serie di residenze di campagna, tra cui si possono annoverare Villa Giovio a Breccia e Villa Odescalchi a Fino Mornasco. L’ispirazione neoclassica di Simone Cantoni si manifesta nel disegno della facciata della villa. Rivolta verso il lago di Como, è composta da un corpo centrale che racchiude nella zona mediana i cinque ampi vani di ingresso. Sopra vani si innalzano sei colonne di stile ionico sormontate da terrazze con statue, e da due ali laterali. L’interno si trasforma in una miriade di ornamenti: stucchi, dorature, statue, affreschi di artisti dell’ultimo ‘700 e del primo ‘800.

Nel parco troviamo un tempietto neoclassico e un piccolo ruscello. Nel centro del giardino davanti alla villa Olmo si innalza una fontana. Lì si vedono due bimbi che giocano con un mostro marino, opera dello scultore Odofrechi. Il marchese Innocenzo Odescalchi vi ospitò, fra gli altri, Napoleone Bonaparte e nel 1808 Ugo Foscolo, nonché l’imperatore d’Austria, Francesco II, nel 1816. Con la morte del marchese Odescalchi, nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi. Lui si incaricò di sistemare il parco, la darsena e progettò il giardino all’italiana sul davanti ed il parco all’inglese sul retro, ricchi di alberi secolari e piante di alto fusto.

Storiche visite della villa

La villa fu testimone felice di altre storiche visite. Nel 1835 la regina delle due Sicilie e la regina di Sardegna furono ospiti dei Raimondi. Successivamente fu la volta degli Imperatori d’Austria Francesco Ferdinando I e Maria Carolina, quindi del principe di Metternich, del maresciallo Radetzsky. Nel 1859 vi soggiornò anche Giuseppe Garibaldi, che sposò, salvo ripudiarla poco dopo per infedeltà, la figlia del marchese, Giuseppina Raimondi. Nel 1883 gli eredi del marchese Raimondi, deceduto nell’82, vendettero la villa al duca Guido Visconti di Modrone. Lui decise di effettuare un intervento di restauro e di miglioramento anche all’interno del fabbricato.

I duchi affidarono all’architetto Emilio Alemagna l’abbattimento delle scuderie e di un portico, l’apertura di due balconate, il rifacimento degli stucchi del pian terreno, la sistemazione del parco e la costruzione di un piccolo teatro.

I gioielli di Villa Olmo

Uno dei gioielli che Villa Olmo custodisce al suo interno è indubbiamente la Sala del Duca, al primo piano. La stanza deve il suo nome al duca Guido Visconti di Modrone, la famiglia che fu l’ultima proprietaria di Villa Olmo. La utilizzò come sua camera da letto. È caratterizzata da decorazioni che risalgono alla fine dell’Ottocento e dal grande affresco di Ernesto Fontana raffigurante la Fortuna, inneggiante ai fasti della famiglia Visconti. Illuminata da un gran numero di finestre che danno luce ad ogni sala. Si può godere della vista di bellezze naturali impareggiabili, sia verso il lago, sia verso il parco.

Villa Olmo è la più celebre e sontuosa tra le dimore storiche comasche e ha fatto di Como uno dei centri propulsori dell’Illuminismo in Italia. Simone Cantoni riuscì ad essere l’interprete d’una classe aristocratica colta e progressista, adottando negli edifici i valori estetici del buon gusto, in piena adesione agli assunti teorici dell’Illuminismo, in un momento storico che vide la Lombardia divenire uno dei centri più vivaci d’Europa.

Il chilometro della Conoscenza

Nel 1924 la villa passò dai Visconti di Modrone al comune di Como. Ebbe così inizio un nuovo periodo della sua esistenza, tutto sotto il segno della scienza e dell’arte. Nel 1927 la villa ospitò l’Esposizione Internazionale nel primo centenario della morte di Alessandro Volta e in seguito, numerose manifestazioni culturali tra cui congressi, mostre d’arte, convegni. Dalla collaborazione della città di Como con altre associazioni, è nato un progetto, il Chilometro della Conoscenza. Questo progetto permette di percorrere la zona da Villa Olmo a Villa Sucota, passando attraverso Villa del Grumello.

Un’occasione per ammirare un paesaggio unico, arricchito da un patrimonio artistico e culturale di rara bellezza. Uno scrigno, immerso nel verde, nel paesaggio, nella storia e nell’arte, che si apre alla cittadinanza.

Condividi questa storia, scegli tu dove!

Ti potrebbe interessare

Da visitare nel Ramo di Como