Vercurago

Vercurago (Vercurach), antico confine della Repubblica Veneta, sorge dove il lago di Como lascia il posto al lago di Garlate per poi confluire nel fiume Adda.

Le origini storiche di Vercurago si perdono nella notte dei tempi. I primi insediamenti risalgono alla “civiltà di Golasecca” (IX-V sec. A.C.) confermata dagli scavi del 1986-88 nella zona della Rocca. Un documento dell’814, attesta l’esistenza nel vico di “Vercoriaco” di un oratorio dedicato a San Protaso, voluto nei suoi possessi da un nobile longobardo, Rotprando detto Prando, a cui lo stesso lasciò munifiche donazioni.
Ma è la frazione di Somasca che ha dato lustro a Vercurago. Qui si è rifugiato e fondato la sua comunità San Girolamo Miani, una congregazione detta Società dei Servi dei poveri (Somaschi), dedita alla cura di giovani abbandonati, degli ammalati e del riscatto delle prostitute.
Nato nella Serenissima Venezia del 1486, trascorse una giovinezza violenta e lussuriosa. Come tutti i giovani patrizi della Serenissima, dopo il normale corso di studi, sognavano la carriera militare, che era tra le più redditizie dell’epoca, dal momento che Venezia stava vivendo un periodo di grande potenza economica e militare, a motivo della sua politica espansionistica anche in terra ferma; così anche Girolamo, all’età di vent’anni, nel 1506, entrò nel Maggior Consiglio, che era il massimo organo politico della città, dal quale uscivano tutte le decisioni più importanti. E nel 1509 intraprese di fatto la carriera militare.
Nel 1511, gettato in carcere dai nemici, maturò la vocazione. Consacratosi a Dio si prodigò al ricovero dei poveri orfani, abbandonati per strada all’ozio e al facile lenocinio del marciapiede, in seguito ai flagelli delle ricorrenti peste e dai conflitti facili, che in quel periodo decimavano le popolazioni di intere città.
Qui a Somasca, fondò l’ordine dei Chierici Regolari. Essi intuirono il ruolo di promozione sociale delle scuole e ne aprirono di gratuite con un metodo pedagogico innovativo. Il fondatore morì di peste nel 1537, mentre assisteva dei malati. Santo dal 1767, dal 1928 è patrono della gioventù abbandonata.
Percorrendo le sue orme, si può raggiungere il Santuario di San Girolamo, attraverso la Via delle Cappelle, un suggestivo viale penitenziale iniziato nel 1700 per dare la possibilità ai pellegrini analfabeti di conoscere le vicende della vita del Santo attraverso oltre cinquanta statue lignee.
In occasione dei 300 anni dalla nascita dei Chierici Regolari di Somasca, venne terminata la Scala Santa voluta da San Girolamo. La scala consta di 101 gradini e porta verso l’eremo dove San Girolamo era solito ritirarsi in preghiera.
Al termine del viale si raggiunge la Valletta, dove sorge il cimitero dei Padri Somaschi, ed accanto la cappella della Fonte Miracolosa, dove pare che il Santo abbia fatto scaturire personalmente l’acqua da una roccia per dar da bere agli orfani che proteggeva. In fondo al complesso religioso, si possono raggiungere i ruderi del castello di un cattivissimo e temutissimo personaggio che solo attraverso la Provvidenza e il Pentimento si è poi redento. Parliamo della cupa figura dell’Innominato di manzoniana memoria.
Quindici minuti per raggiungere quei resti che la leggenda vuole protagonisti di tanti abomini e peccati: ci siamo trovati nel mezzo di una delle più importanti location della storia della letteratura, I Promessi Sposi.
Davanti e intorno a noi, uno dei più straordinari panorami: la valle dell’Adda ed il lago di Como, straordinariamente insieme, in un grande colpo d’occhio.
Sotto di noi un bellissimo lungolago di Vercurago con spiagge, un camping ed una pista ciclopedonale che circumnaviga il lago di Garlate. Tocca poi Olginate da cui parte l’altra ciclopedonale dove aleggia il genio di Leonardo da Vinci che per primo progettò il tratto di naviglio di Paderno, al fine di permettere il superamento delle rapide dell’Adda con lo scopo di trasportare cose e persone via acqua dalla Valtellina sino a Milano.

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