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Traversata Bassa delle Grigne

La Traversata Bassa delle Grigne collega i Piani Resinelli al Pialeral.

Stiamo parlando di una piacevole camminata lungo i pendii orientali delle due Grigne, Meridionale e Settentrionale, o più comunemente Grignetta e Grignone in base alle relative dimensioni. Un percorso, facilmente completabile seguendo le apposite indicazioni, che si presenta adatto a tutti, dai più grandi ai più piccoli, sia per le basse quote toccate, con un’altezza massima di poco superiore ai 1400 metri nonostante i continui saliscendi, che per il terreno su cui è disegnato, senza particolari asperità. L’unica difficoltà potrebbe essere legata alla scivolosità in alcuni tratti particolarmente ricchi di foglie, specialmente in seguito a giornate piovose. Niente di preoccupante passeggiando con la dovuta attenzione ai propri passi.

Abbiamo pensato di presentarvi questo itinerario suddividendolo in quattro tappe. Il tempo complessivo per portare a termine la camminata si aggira intorno alle 3 ore e mezza, che senza rendervene conto possono diventare tranquillamente 4 se solo vi fate catturare dagli splendidi scenari offerti dal panorama, capaci di offrire ottimi spunti fotografici per gli appassionati degli scatti immersi nella natura. Non ci resta che partire per la nostra scampagnata quindi, ma prima è necessario raggiungere i Piani Resinelli e, per farlo, la soluzione migliore è salire in macchina da Ballabio, proprio all’inizio della Valsassina.

Traversata Bassa delle Grigne

Dettagli percorso

  • Localizzazione: Parco regionale della Grigna Settentrionale

  • Tempo percorrenza: 3h30’/4h

  • Distanza: 14 km

  • Tipologia percorso: escursionistico

  • Difficoltà tecnica: facile

  • Tappe: 4

  • Segnaletica: Traversata Bassa

  • Partenza: Piani dei Resinelli (1349 m)

  • Arrivo: Rifugio Riva (1020 m)

Percorso

Una volta parcheggiata l’auto nel grande parcheggio a disposione ai Piani Resinelli, bisogna raggiungere a piedi il Forno della Grigna e il Rifugio Soldanella attraverso una prima breve salita che ci permette di scaldare gambe e muscoli in vista dell’intera traversata. Superato il rifugio, inaugurato nell’ottobre del 1899 quando fu costruito con il nome di Sem Cavalletti, si prosegue sulla mulattiera che porta a una stanga.

Passata quest’ultima, ci si immerge nel bosco seguendo il sentiero che, senza possibilità di errore, ci consente di arrivare all’Alpe Cassino e ai suoi 1359 metri di altezza. Da qui, senza particolare dispendio di energie, si raggiunge poi l’Alpe Muscera, situata praticamente alla stessa altezza (1355 m). Lungo questa prima parte di camminata i nostri occhi non possono fare a meno di ammirare lo splendore dell’enorme Canalone Caimi, della Cresta Cermenati e della Cresta Sinigallia.

Una volta terminato di ammirare il paesaggio circostante, dall’Alpe Muscera prende il via la seconda breve tappa in cui abbiamo suddiviso la Traversata Bassa delle Grigne. In questo punto il percorso riserva qualche difficoltà maggiore rispetto al primo tratto, presentandosi più accidentato soprattutto nella lunga discesa nella quale si devono superare alcuni gradoni.

L’obiettivo è quello di arrivare sino a fondovalle, raggiungendo il torrente Pioverna, il noto corso d’acqua che nasce ai 1813 metri della Bocchetta di Campione e per poi attraversare buona parte della Valsassina prima di confluire nel Lario in località Bellano. Se pensavate che la traversata non potesse riservarvi particolari fatiche, ora siete pronti a essere smentiti. La successiva salita, prendendo la strada che sale da Balisio, si presenta infatti abbastanza ripida, specialmente non appena entrati nel bosco.

Un tornante dopo l’altro si raggiungono i 1300 metri di altezza del colle dell’Alpe Cova, con un’emozionante vista sulla Valsassina e sul versante est della Grigna Settentrionale. Tra gli spunti fotografici presenti c’è sicuramente il piccolo Laghetto dell’Alpe Cova, di forma ovoidale e circondato da prati e da una staccionata su uno dei suoi lati.

Il nostro cammino prosegue a questo punto su un tratto di strada carrozzabile che ci consente di raggiungere il Rifugio Antonietta al Pialeral, salendo a quota 1400 metri di altezza. Come nel caso del Rifugio Soldanella, stiamo parlando di una costruzione risalente a più di 100 anni fa, essendo stato edificato nel 1908 come Rifugio Tedeschi, distrutto il 31 gennaio 1986 da una valanga caduta dalle pendici del Grignone e risorto grazie alla generosità di Antonietta Pensa a cui è intitolato.

Proseguendo il cammino, dopo una ripida rampa in cemento, si deve girare a destra seguendo le indicazioni per il Rifugio Riva. Passeggiando in discesa nel prato, si raggiunge una breve salita in mezzo al bosco che ci accompagna verso alcuni alpeggi ormai abbandonati per poi riprendere la discesa. Attraversati un paio di ruscelli di piccole dimensioni, si arriva a un bivio. La strada da imboccare è quella che devia verso sinistra con l’indicazione Via Estiva – Prabello Superiore. Questo è il segmento più faticoso, dovendo superare dei gradoni di roccia e tratti con pendenza impegnativa.

Dopo circa 15 minuti si esce dal bosco e ci si ritrova in mezzo ai prati dell’Alpe Prabello a 1430 metri. Proseguendo in pianura per altri 10 minuti si raggiunge la chiesetta di San Calimero, traguardo di questa nostra terza tappa. Fondata nel 1343, la chiesetta è facilmente visibile da tutte le zona circostanti grazie al suo caratteristico tetto rosso a sovrastare le pareti bianche. La leggenda narra che l’edificio religioso in onore di San Calimero dovesse essere realizzato più a valle, ma un gruppo di rondini indicò l’attuale posizione portando calce e sabbia in questo luogo.

Salutata la chiesetta di San Calimero, si prosegue lungo le indicazioni per il Rifugio Riva, ovvero rientrando nel bosco. Il fondo si presenta ricoperto di foglie e la larghezza del sentiero si riduce. Dopo circa 10 minuti, e un paio di saliscendi, si gira a destra verso la lunga discesa che ci occuperà una ventina di minuti. Terminata questa, il sentiero si trasforma in una mulattiera molto più ampia. Dopo aver oltrepassato alcune baite, bisogna far attenzione a non farsi sfuggire il cartello che indica la deviazione a sinistra verso il Rifugio Riva. Imboccato questo nuovo sentiero, dopo altri 10 minuti nel bosco si arriva al Rigufio Riva a quota 1050.

La Traversata Bassa delle Grigne finisce qui, ma chi volesse proseguire oltre può sfruttare la mulattiera per raggiungere Primaluna o Baiedo.

Scarica il Pdf delle tappe del percorso

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