Riserva naturale Sasso Malascarpa

La riserva naturale Sasso Malascarpa è un’area naturale protetta situata tra i comuni di Canzo e di Valmadrera. Da circa un ventennio la riserva è stata classificata come sito di importanza comunitaria.

Riserva naturale Sasso MalascarpaLa roccia del Sasso Malascarpa, che dà il nome all’area protetta, è un imponente rilievo roccioso situato in una delle zone di maggiore interesse geologico, geomorfologico e paleontologico della Lombardia. Essa fa parte geologicamente delle Alpi Calcaree Meridionali, che, prima della formazione delle Alpi, corrispondevano all’antico bordo della zolla africana. Circa 100 milioni di anni fa infatti la regione alpina era occupata da un oceano. La collisione tra le zolle europea e africana, oltre alla formazione della catena montuosa alpina, ha prodotto una serie di deformazioni che hanno sollevato i sedimenti marini. È per questo motivo che noi oggi possiamo facilmente osservare nella Riserva resti fossili come le conchiglie a due valve del mollusco Conchodon, di coralli e madrepore. I resti fossili delle conchiglie hanno una particolare forma a cuore e sono diventati il simbolo della Riserva.

Un altro aspetto interessante della Riserva è il carsismo, di cui sono manifestazione i caratteristici campi solcati, profondi e stretti solchi verticali. Furono creati dall’azione erosiva delle piogge sulle rocce calcaree.
Testimoni dell’antica azione glaciale sono poi i grossi massi erratici. Sono rinvenibili nelle zone più basse della Riserva, lungo il corso del torrente Ravella, provenienti dalla Valtellina. La Val Ravella, valle che prende il nome dal torrente che nasce poco sotto i Corni di Canzo, ospita il Parco Regionale della Foresta dei Corni di Canzo e la Riserva Naturale del Sasso Malascarpa. Esiste inoltre un sentiero geologico che dalle fonti Gajum sale fino al santuario di San Miro. Lungo il percorso si trovano diversi massi erratici qui portati dal ghiacciaio durante l’ultima glaciazione.

Le cime

Le cime più importanti sono i Corni di Canzo. Si tratta di tre cime rocciose che prendono il nome dal comune di Canzo. Vista la particolare conformazione dei Corni, che consente loro di elevarsi con ripidi salti verticali. Il panorama della valle ricorda quello delle Dolomiti. Alcuni rifugi permettono un ottimo punto di appoggio per ogni escursione. La sua collocazione geografica fa sì che vi siano differenti habitat. Si passa dall’ambiente delle rupi, alle praterie, ai boschi. Per gli amanti di queste scienze è una zona veramente ricca di spunti. Si tratta di un vero museo all’aperto, con una esaustiva spiegazione grazie a numerosi pannelli didattici. Parecchi sentieri tematici si intrecciano partendo da Canzo e da Valmadrera.

Fauna

Oltre a tante specie di molluschi e insetti, la Riserva ospita diverse specie di mammiferi, quali lepri, ricci, talpe, scoiattoli, volpi e caprioli. Si segnala anche la presenza di cinghiali e mufloni. I diversi habitat ospitano anche la presenza di numerose specie di uccelli. Le praterie sono abitate dalla coturnice, dall’allodola. Tra le rupi nidificano i passeri, i rondoni, il picchio i rapaci. Nei boschi si possono vedere e sentir cantare fringuelli, capinere, pettirossi, merli e picchi. Tutta l’area si distingue per il superbo panorama sul lago di Como, le Grigne, il Triangolo Lariano, la Brianza ed i suoi laghi.

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *