Primaluna

Il paese Primaluna sorge sulle pendici del Monte Olino di fronte alla Grigna ed occupa un territorio molto esteso. Ridente borgo di villeggiatura e meta per appassionati di Trekking e mountain bike ma anche per chi è desideroso di pace e tranquillità.

A rallegrare le calde giornate estive vi sono le varie feste patronali e le feste degli alpini di Primaluna e Cortabbio. Ultimamente il folklore del paese si è arricchito di un gruppo di giovani – Sbandieratori e Tamburini della Torre di Primaluna -, che si sta facendo onore con impegno e passione, non solo nelle varie manifestazioni del paese, ma anche in trasferta.
Primaluna (Premalüna in insubre) è considerato il borgo d’origine della famiglia nobile dei Della Torre Signori di Milano anche se in realtà la famiglia era milanese ma era stata infeudata dall’Arcidiocesi di Milano della contea della Valsassina con il borgo fortificato di Primaluna come capoluogo. Dal 2006 Primaluna, insieme ad Introbio, Taceno, Cortenova e Parlasco formano la Comunità della Madonna della Neve. Fa parte della Comunità Montana della Valsassina.

Storia

Ha origini antichissime, basti pensare che i primi insediamenti umani si ebbero quando ancora la valle era occupata dall’acqua. Più tardi ci furono i celti Insubri che si mescolarono con il precedente substrato retico. Vi giunsero anche gli Etruschi e poi i Romani, a cui successero, con la fine dell’impero le popolazioni germaniche dei Longobardi prima e dei Franchi poi. Attorno al V secolo d.C. il Cristianesimo giunse nella valle, e il reperto più antico riguardante questo periodo è una lapide funeraria che nomina una certa Flora morta il 25 aprile 495. Proprio per questo motivo si pensa che il nome del paese possa derivare da “Primum Lumen” ossia, prima luce del cristianesimo. Questa supposizione si contrappone ad altre due possibili interpretazioni etimologiche infatti, si potrebbe pensare che il nome derivi dal fatto che il paese è la prima terra posta di fronte all’arco di luna formato dalle Grigne oppure, interpretazione storica, il nome è stato dato in onore di Martino della Torre detto il Gigante, il quale fu ucciso dai nemici musulmani durante l’assedio di Damasco. Attorno al XI secolo fu infeudata dall’arcidiocesi milanese appunto ai Della Torre, seguendo poi le vicende del resto della Valsassina e del Lecchese.
Primaluna, cinta da mura con sette porte ed un castello che la dominava, era la residenza dei Torriani il cui stemma si trova scolpito su molti portali del centro storico.

Interessante da visitare:

A nordest del paese e a breve distanza, sopra un cocuzzolo dominante la Val Molinara, si trova il rudere di una torre quadrata, circondata da tre ordini di mura, già distrutte nel Cinquecento. Di difficile datazione, si può pensare si tratti di una fortificazione dei sec. XI-XIII, eponima certo della casata dei signori di Milano. Distrutta durante le fazioni del primo Trecento fu abbandonata e usata come fonte di materiale lapideo fino a tempi recenti.
La Torre, recentemente acquistata dal Comune di Primaluna, è in fase di restauro ed in corso uno studio per una sua valorizzazione e per un suo possibile riuso.

La parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, affiancata da un antico campanile romanico terminante con una lanterna barocca, è stata ampliata nel 1892 e più volte rimaneggiata. All’interno si possono ammirare, oltre ai cinque altari e alle numerose tele del 500 e del 600, anche tre quadri della scuola di Tiziano, acquistati in Venezia nel 1607. Una tela, la più bella, rappresenta il martirio di San Pietro mentre le altre due raffigurano San Giovanni Battista e San Girolamo. Altro quadro importante è la Pala dell’Assunta, sita nella frazione di Barcone, che fu fatto dipingere da Tommaso Cattaneo Torriani nel 1646. Fra gli arredi sacri ricordiamo invece e la Croce dei Torriani, tipico esempio di pregevole arte orafa.

Per mantenere vivo il ricordo dei suoi antenati il comune, alcuni anni fa, istituì un museo interamente occupato da oggetti di vario tipo, da quelli usati quotidianamente a quelli che testimoniano il cammino di industrializzazione dei diversi tipi di artigianato specialmente nella lavorazione del ferro.

Questo santuario un tempo non era nient’altro che una minuscola cappella che, nel 1620, fu restaurata ed ampliata. Presenta una facciata abbellita nel 1870 con dipinti del Tagliaferro e un interno valorizzato con affreschi e stucchi realizzati nel ‘400 e da quattro quadri, recentemente restaurati, di Aloysius Realis Florentius, artista che disseminò la valle di pregevoli opere. Caratteristico è il portale intagliato del 1647.

Quello delle miniere è un mondo magico e intriso di storia dove ogni visitatore, grande e piccino, può tornare al passato e scoprire le meraviglie del sottosuolo e immedesimarsi in quegli anonimi uomini che hanno contribuito a colpi di piccone a valorizzare il nostro territorio.

 

 

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