Pontida

La prima vera urbanizzazione avvenne ad opera dei Romani, i quali sfruttarono la posizione strategica di Pontida, posto nei pressi di un’importante strada militare che collegava Bergamo a Como, parte terminale di quella che univa il Friuli con le regioni retiche.

Il territorio era inserito in un’area militarmente turbolenta ed allo stesso tempo di vitale importanza per Roma in quanto crocevia militare e commerciale verso l’Europa. La sua storia è legata alla famosa abbazia benedettina dedicata a San Giacomo apostolo, patrono dei pellegrini e dei viandanti, fondata da Alberto da Prezzate, un nobile locale, che donò a Cluny parte dei suoi terreni siti in Pontida, per costruire un ospizio per viandanti e pellegrini. In seguito fu costruito un Monastero ispirato alla regola di San Benedetto, il cui Priore fino al XIV secolo svolgeva il ruolo di vicario dell’Abate di Cluny per la Lombardia.
Situata ai piedi del monte Canto e circondata da vigneti e castagneti, questo grandioso complesso si contraddistingue, proprio per la sua mole, sull’intero territorio di Pontida. Conosciuto anche come Monastero di San Giacomo Maggiore, è un luogo ricco di storia, perché è stato il centro della vita economica e culturale dell’intera zona fin dal Medioevo, divenendo uno dei più importanti siti cluniacensi. Fondato secondo la regola cluniacense è ancora oggi un luogo che conserva la dignità propria della vita monastica, che si rifà alla Regola di San Benedetto, offrendo ospitalità, cultura e spiritualità.
L’origine del monastero risale all’XI secolo, epoca fondamentale nella storia non solo della Chiesa ma di tutta la civiltà europea. È l’epoca del grande conflitto fra Papato e Impero, che va sotto il nome di “lotta per le investiture”. Da essa la Chiesa, per l’impulso energico di papa Gregorio VII, uscirà purificata e rinnovata, ma soprattutto libera dalle pesanti ingerenze dei signori laici, che ne avevano mondanizzato l’esistenza nel corso dei due secoli antecedenti. A sua volta l’impero, uscito sconfitto e ridimensionato dalla lunga lotta, cesserà di essere quella potenza assoluta e sacrale che era stato fino allora; ciò consentirà lo sviluppo dei moderni stati nazionali, il sorgere delle autonomie comunali, specialmente nell’Italia settentrionale, e una distinzione sempre più netta tra sfera religiosa e sfera politica.
Danneggiata più volte, prima dalla famiglia Visconti, poi dalle truppe francesi di Napoleone Bonaparte, risorse a nuova vita nei primi anni del ‘900 quando i benedettini lo ricostruirono facendovi ritorno.
Pontida e la sua abbazia vengono ricordate su tutti i libri di storia per il famoso “giuramento” che avvenne all’interno di questa chiesa il 7 aprile 1167.
Vi si riunirono infatti i delegati comunali di venti città d’Italia, tra le quali Cremona, Bergamo, Mantova, Brescia e Ferrara, che consacravano con il solenne “giuramento ” di Pontida la Lega Lombarda che doveva difendere le libertà comunali contro Federico Barbarossa.
Anche il poeta Giovanni Berchet ha ricordato in rime questo avvenimento storico scrivendo:

“l’han giurato li han visti in Pontida, convenuti dal monte e dal piano, l’han giurato si strinser la mano cittadini di venti città…”.

Nelle vicinanze v’è l’antica frazione di Odiago, già di proprietà dei Benedettini di S. Giacomo fin dal 1080, un approdo sicuro per chi vuole estraniarsi dal traffico e dallo stress quotidiano, per regalarsi un po’ di tranquillità che proprio in questo periodo stagionale è immersa in una natura piena di colori e di profumi naturali che solo la primavera può emanare.

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