Parco Regionale Grigna Settentrionale

Il Parco Regionale della Grigna si sviluppa su di un territorio di più di 5000 ettari attorno al massiccio delle Grigne, composto da Grigna Meridionale, o Grignetta, e Grigna Settentrionale, o Grignone.

Il Parco ha come confini naturali il lago di Como, la Valsassina e la Val Varrone. Comprende il comune di Esino Lario e una parte di quelli di Cortenova, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno e Varenna. La maggior parte del territorio del Parco Regionale della Grigna Settentrionale è formato da boschi. Ai confini con i comuni, sopravvivono pascoli e piccoli apprezzamenti di bosco privati. L’eccezionale diversità di clima ed ambienti è dovuta alla complessità geologica dell’area protetta. Si va dalle rive del Lago di Como, a oltre i 2400m delle cime più alte. Per questo il Parco Regionale conta una biodiversità e un grande interesse geologico e paleontologico, nonostante la sua superficie limitata.

Morfologia

Il lato sud-occidentale, più ripido e frastagliato, è una zona molto apprezzata dagli alpinisti ed escursionisti esperti. Dall’alto delle sue guglie si degrada rapidamente verso la sponda orientale del Lago di Como. Il versante est, più invitante e rasserenante, dove sono protagonisti boschi di faggio e pascoli, scende dolcemente verso la Valsassina. A nord, nella zona del Passo Cainallo, troviamo una grande conca di natura glaciale caratterizzata da ambienti carsici, doline, inghiottitoi e numerosi abissi riservati a speleologi esperti. Addentrandoci nelle viscere della montagna possiamo scoprire il complesso del Releccio. È il secondo sistema carsico più profondo d’Italia, con oltre 22 chilometri e un dislivello di oltre 1.100 metri. A completare un quadro geologico, già per sé eccezionale, troviamo le grotte di Moncodeno. Oltre ad essere spettacolari, le stalattiti e stalagmiti perenni di ghiaccio rendono queste grotte luogo di importanza scientifica.

Già Leonardo, secoli fa, era attratto da questo fenomeno fisico. Il rettile marino lariosauro e altri fossili di grande rilevanza paleontologica, soprattutto nell’area del Pialleral, richiamano studiosi per scoprire i segreti di un territorio formatasi circa 20 milioni di anni fa. Passo dopo passo, camminando lungo l’ampia rete di sentieri, si può comprendere il lavoro paziente dell’uomo. Questi eroi, nel corso dei secoli, attraverso l’agricoltura di montagna, la pastorizia e la selvicoltura, hanno saputo arricchire il paesaggio con colori, profumi e sapori antichi da gustare.

Flora e fauna

Parco Regionale GrignaUn’escursione alla portata di tutti permette di arrivare all’arco roccioso della Porta di Prada. Per le vette più importanti le vie di salita sono molte, ma un’adeguata rete sentieristica rende piacevoli anche le passeggiate più semplici. Nei prati di bassa quota, non è raro scorgere la volpe o la lepre. All’ombra dei boschi si può camminare tra querce, maestosi castagni e faggi. Si può udire il ritmo del picchio, il canto del gallo forcello, oppure il bramito del cervo. Raggiunti gli spazi aperti, le brughiere disegnano il paesaggio alpino colorato da rododendri, pini mugo e ginepri. Se si è attenti, si potrà scorgere il capriolo e, tra ghiaioni e pareti rocciose di natura calcarea, il timido camoscio. Molte le rarità floristiche che colorano i prati e fra tutte citiamo il fiordaliso retico, la campanula di Bertola, la colombina gialla, la primula delle Grigne.

Il bosco

Nel passato il bosco ed il pascolo hanno permesso il sostentamento della maggior parte delle famiglie del Parco. Oggi queste risorse rivestono importanza economica solo per poche decine di persone. In passato, soprattutto nel ‘800, ogni angolo delle montagne veniva percorso da squadre di boscaioli che tagliavano boschi di faggio, carpino nero e castagno.  Il bosco garantiva sia il legname per costruire le abitazioni, sia il materiale da ardere per il riscaldamento e cucinare. Di queste attività oggi rimangono oramai solo i ricordi, ma, non è raro trovarne traccia. Alle quote più elevate si possono scovare all’interno del bosco le ampie aie carbonili, ove sino a 50-60 anni orsono veniva prodotto il carbone. Curiosando nei boschi del Parco, si possono trovare le piante rilasciate come matricine anche oltre due secoli fa. Si tratta di esemplari di faggio con tronchi di diametro superiore al metro.

Il Territorio

Esino Lario è l’unico comune il cui territorio è totalmente incluso nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale.  Notevoli sono i personaggi che, nel corso dei secoli, hanno ammirato e studiato la zona circostante. Già Leonardo da Vinci fu affascinato dalla sua natura, dalla vegetazione e dagli animali di questo territorio. Toccò poi allo Stoppani studiare e catalogare i fossili locali, soggiornando qui per lunghi periodi. Fra i piccoli tesori d’arte, nelle innumerevoli chiese che costellano l’intero territorio del Parco, si possono trovare diversi capolavori. Citiamo quadri di Luigi Reali, pittore fiorentino del Seicento, conservati a Pasturo nella parrocchiale e nel Santuario della Madonna della Cintura. Il vecchio nucleo di Cortenova, introduce all’oratorio di San Fermo, il più significativo esempio di architettura barocca dell’intera Valsassina, con interessanti sculture lignee e tele dipinte.

Una tappa da non perdere è Varenna ed il suo vecchio nucleo, impreziosito dalle quattro chiese addossate fra loro e dai magnifici giardini di Villa Cipressi e Villa Monastero.

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