Monza

Monza, un piccolo borgo dipendente dalla vicina Milano, acquista prestigio solo alla fine del V secolo grazie a Teodorico che, successivamente alla conquista di Milano, la sceglie come sede di un suo palazzo perché ne apprezza il clima estivo temperato e salubre. Grazie alla posizione geografica e strategica si avvia a diventare uno dei centri più importanti del Regno Longobardo. La fortuna della città accresce con la regina Teodolinda, moglie dei due re Longobardi Autari e Agilulfo: di fede cattolica, sceglie Monza come sua sede e vi fa erigere un palazzo e una cappella palatina dedicata a S. Giovanni Battista, dove nel 603 viene battezzato l’erede al trono Adaloaldo.
Sul finire del XIII secolo la struttura urbanistica della città è caratterizzata da una forte concentrazione di edilizia conventuale e monastica. Il Comune si allontana dalla potestà feudale dell’arciprete del Duomo e sceglie come propria sede l’Arengario. Nei secoli successivi la città di Monza, corte regia, prospera e accresce la propria indipendenza sia in campo amministrativo che religioso da Milano.
Le prime testimonianze scritte di incoronazioni di re d’Italia a Monza sono del XII secolo: Federico I, il Barbarossa, incoronato re d’Italia nel 1158, prende la città sotto la protezione imperiale e vi costruisce un nuovo grande palazzo utilizzando i materiali di demolizione delle mura di Milano. Con la nascita del Comune, dal XII secolo, inizia per Monza un periodo di grande sviluppo urbanistico ed economico.
Sul finire del XIII i Visconti comprendono l’importanza strategica di Monza nel nascente Ducato e della Chiesa monzese come centro di potere e di prestigio, indipendente dall’arcivescovado di Milano e legato all’Impero per la presenza della Corona Ferrea e per la tradizione delle incoronazioni imperiali. La costruzione del castello viene iniziata nel 1324 da Galeazzo Visconti. Con il passaggio della signoria agli Sforza, nel 1447, Monza si afferma come un importante centro della produzione e del commercio dei pannilana. In campo urbanistico, l’intervento più significativo è la creazione di piazza del Duomo sul lato occidentale della basilica di S. Giovanni.
L’economia conosce un periodo di ripresa, con lo sviluppo dell’arte del cappello. Le famiglie nobiliari e della nuova borghesia imprenditoriale scelgono la città per la loro residenza, influenzando così lo sviluppo dell’assetto urbanistico.
Nel corso dell’ottocento la crescita demografica si accompagna a una serie di interventi urbanistici che contribuiscono a dare un nuovo volto alla città: la costruzione della Villa Arciducale, fra il 1777 e il 1780 e la progressiva demolizione delle fortificazioni medievali, segnano l’insediamento di unità manifatturiere e l’espansione del nucleo urbano oltre la cerchia muraria medievale favoriti dalla soppressione delle proprietà religiose. Il Parco nasce nel 1806 per volontà di Napoleone e nel 1838 Monza è riconosciuta “città”.
Nell’Ottocento inizia l’edificazione di ville per dignitari della corte arciducale prima e sabauda poi lungo viale Cesare Battisti. Noto in Italia come Liberty, lo stile architettonico ebbe a Monza una caratterizzazione del tutto originale.
Infatti, la presenza della Regina Margherita di Savoia  in Villa Reale, luogo di villeggiatura estiva dei Savoia, condusse al proliferare di margherite stilizzate negli ornati delle nuove architetture monzesi, anticipando la stagione liberty italiana.
La splendida Villa Reale che fu degli Asburgo, con l’Unità d’Italia divenne Reggia Sabauda, dono di nozze del re Vittorio Emanuele II al principe Umberto e alla consorte Margherita. I reali erano entrambi molto affezionati alla dimora monzese, e vi soggiornavano frequentemente dando avvio a radicali opere di ammodernamento, sia strutturali che decorative, per adeguare l’edificio alle nuove esigenze di comfort e funzionalità.
La presenza della Regina Margherita condusse anche ad un eccitante slancio di rinnovamento edilizio e decorativo in città. Nei quartieri antistante la Villa ed anche nei paesi limitrofi, sorsero numerosi villini dell’alta borghesia, in cui cogliere, negli apparati decorativi, il proliferare di ornati floreali, per lo più margherite stilizzate in onore della Sovrana e l’affermazione di un nuovo stile.
Anche in città fiorirono graziose e delicate margherite sulle facciate dei palazzi, ma anche grandi farfalle, mazzi di fiori e ornati vegetali.
Da non perdere, tanto per citarne qualcuna, oltre la Reggia di Monza, Villino Strazza, Villa Margherita, la Cappella espiatoria, Casa Paleari (Casa delle Farfalle).
Nel centro storico di Monza, si possono ammirare le decorazioni degli edifici e i ferri battuti forgiati dalla celebre bottega di Alessandro Mazzuccotelli, fino ad arrivare in Largo Mazzini con lo sguardo alzato. Qui troviamo, tra le altre, Casa Canzi, Casa Galbiati, Casa Ranzini, Casa Pessina e Casa Meregalli. Da vedere anche l’imponente palazzo con cariatidi: Casa Borgonovo.

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Monza ultima modifica: 2018-06-13T09:26:53+00:00 da Admin

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