Mausoleo Visconti

Il Mausoleo Visconti di Modrone sorge nel comune di Cassago, nella frazione di Tremoncino, in località San Salvatore. Venne costruito in marmo bianco di Carrara su progetto dell’architetto Cerutti tra il 1884 e il 1887.

È sorto come tomba della famiglia Visconti, così di moda sul finire dell’Ottocento. Questo Mausoleo, con il suo splendido marmo bianco, cattura lo sguardo anche del più distratto dei passanti. Lo stile fu condizionato dalla chiusura dei cantieri del duomo di Milano. Probabilmente la famiglia Visconti desiderava un mausoleo che rimandasse alla grandezza e all’imponenza della cattedrale milanese.

Fu costruito sulle spoglie dell’antica chiesa di San Salvatore, molto amata e frequentata dai contadini della zona. Si tramanda che già alla metà del 1300 durante la terribile epidemia di peste nera, nei prati circostanti l’edificio vennero seppelliti coloro che perirono per questo male. Pertanto le persone vi affluivano in una sorta di pellegrinaggio per pregare i morti e per scongiurare un’ulteriore diffusione del contagio. Nel corso dell’Ottocento i Visconti di Modrone fecero erigere il Mausoleo. Vollero anche riesumare i resti dei morti di peste incastonando le loro ossa in due teche poste tuttora all’ingresso della cripta.

Il piccolo Duomo

La simmetria è la regola dominante nell’edificio. La pianta ottagonale rimanda alla numerologia di origine cristiana. Questo tipo di pianta è utilizzata per battisteri e mausolei in quanto l’otto rappresenta il cosiddetto “ottavo giorno”. È il giorno che segue la domenica quando il creatore si riposò. La base di otto, man mano che la struttura si protrae verso l’alto, si restringe progressivamente fino a culminare nella griglia più alta. Questo rimanda all’idea che ciò che è in cielo è uno ed è in comunione con ciò che è sulla terra.

L’interno

Due scale simmetriche circondano l’ingresso della cripta e conducono al piano superiore. Perfino nel numero dei piani l’ambivalenza è forte. In quello inferiore sono i sepolcri dei Visconti morti dell’Ottocento. Mentre in quello superiore, oltre all’altare consacrato, si trovano le tombe dei morti nel secolo scorso. Vi è poi l’altare anch’esso realizzato in marmo però questa volta proveniente da Candoglia, in val d’Ossola. L’idea di utilizzare per la costruzione dell’altare questa pietra dalle bellissime tonalità rosa grigio, voleva essere un omaggio al Duomo di Milano. Le volte affrescate sono sormontate da una serie di splendide vetrate colorate. Ognuna di queste mostra sulla propria sommità l’insegna viscontea.

Stupendo è l’accesso al Mausoleo Visconti che fa capo ad un viale prospettico in dolce salita scandito da una serie di cipressi secolari.

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