Mario Cermenati

Mario Cermenati (1868-1924)

Primo di quattro figli, nacque a Lecco nel 1868. Mostrò precocemente uno spiccato interesse per le scienze naturali, indotto e alimentato da frequenti escursioni sulle Alpi e Prealpi lombarde. Già a dodici anni aveva messo assieme una notevole collezione di animali, piante e minerali. Alla montagna rimase sempre molto legato, dedicandole numerose conferenze e pubblicazioni, e assumendo dal dicembre del 1889 la presidenza della sezione di Lecco del Club Alpino italiano.

Mario CermenatiLa giovinezza del Cermenati è segnata dall’amicizia con l’abate A. Stoppani, suo concittadino, di cui fu più tardi attento biografo.
Intanto, a soli diciassette anni, aveva fondato la rivista mensile Il Naturalista valtellinese, che fu edita per la sola annata 1885 e ospitò i suoi primi articoli. Due anni dopo iniziò a pubblicare un interessante e utile lavoro a carattere bibliografico, La Valtellina e i naturalisti, in cui passava in rassegna tutti gli scritti di scienze naturali riguardanti la vallata.
Terminati gli studi secondari presso Sondrio, seguì i corsi di scienze naturali all’università di Torino. Dopo la laurea, conseguita a Catania dove si era recato per specializzarsi in vulcanologia, fu nominato assistente di A. Portis alla cattedra di geologia e paleontologia nella università di Roma.
L’anno dopo iniziò a pubblicare, in collaborazione con A. Tellini, la Rassegna delle scienze geologiche in Italia, con l’intento di segnalare e di riassumere tutti i lavori di geologia e mineralogia editi in Italia.

I suoi interessi però si rivelarono presto più di carattere storico che propriamente scientifico, preoccupato sempre di risalire alla fonte originale per ricostruire con precisione l’opera e il pensiero degli autori trattati.

Gli studi del Cermenati di storia della scienza, disciplina allora ai primi passi in Italia, sono caratterizzati da un misto di citazioni erudite e di intenti celebrativi, assieme però ad una volonterosa ricerca delle fonti originali e ad una attenta catalogazione del materiale bibliografico; erano questi d’altra parte i tratti salienti e i limiti della storiografia della scienza dell’epoca, priva di un più ampio respiro filosofico e culturale, di quella capacità critica e interpretativa in grado di collegare la scienza agli sviluppi del pensiero e della società, di cogliere la costitutiva dialettica tra teoria ed esperimento.
Conseguita la docenza in storia delle scienze naturali, grazie all’appoggio di Antonio Stoppani, ne ottenne l’insegnamento presso la facoltà di scienze dell’università di Roma. Dei suoi corsi universitari, molto dotti e filologicamente accurati, diede alle stampe solo i sommari, da cui è possibile dedurre come egli disponesse di una cultura storiografica molto ampia.
Nell’anno 1900 con l’archeologo Antonio Magni e il naturalista Carlo Vercelloni fondò i Musei civici di Lecco, di cui fu il primo presidente.
Ma l’attività, scientifica e organizzativa, a cui rimane essenzialmente legato il nome di Cermenati è quella rivolta alla figura di Leonardo da Vinci. Egli difatti impiegò la maggior parte delle sue energie, non solo di studioso ma anche di uomo politico, per indagare, valorizzare e far conoscere il grande scienziato. Appassionato cultore dell’opera di Leonardo, aveva raccolto nella sua vasta biblioteca (andata distrutta durante l’ultima guerra) una notevole quantità di materiale e aveva dedicato molti lavori a particolari aspetti della sua figura e attività.

Tra i più significativi ricordiamo Intorno al “Mappello”, Sulla pubblicazione dei manoscritti di Leonardo da Vinci, Leonardo da Vinci in Valsassina, L’edizione nazionale ed il quarto centenario di Leonardo da Vinci, Raccolta vinciana.

Ma la preminente e costante preoccupazione del Cermenati fu quella di poter giungere alla pubblicazione dell’intero CorpusVincianum. La classe politica italiana era intanto divenuta sensibile alla questione e, nel 1905, l’allora ministro della Pubblica Istruzione aveva nominato una commissione reale, che aveva l’incarico di predisporre e di dirigere un’edizione nazionale di tutte le opere di Leonardo.

L’impegno politico, dopo quello di storico della scienza, rappresenta infatti il secondo importante aspetto della sua personalità.

Nel marzo 1909 fu eletto deputato al Parlamento nelle file del blocco democratico-liberale per il collegio di Lecco e vi fu confermato fino alle elezioni del ’23, alle quali non si presentò.
Ottenne numerosi incarichi governativi tra cui quello di presidente della Commissione Vinciana e della Società Geologica Italiana.
Morì nell’ottobre del 1924, dopo aver visto pubblicato il primo volume di scritti vinciani, contenente la prima parte del codice Arundel 263 del British Museum.

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