Malgrate

Di fronte a Lecco, lambita dalle rive del lago, Malgrate conserva nel vecchio nucleo case nobiliari, come i due palazzi Agudio, accanto ad edifici popolari, rimasti come erano nei secoli passati, viuzze strette, case addossate.

I primi abitanti della zona furono sicuramente pescatori e barcaioli. Questi ultimi, secondo una versione tramandata di generazione in generazione, ebbero anche l’onore di traghettare verso Lecco Giulio Cesare ed alcuni suoi combattenti reduci dalla campagna delle Gallie alla ricerca di nuovi possedimenti da donare ai suoi veterani. Nelle cave di sabbia situate alle falde del San Michele, di fronte al Ponte Azzone Visconti, nel corso del 1897 vennero ritrovate alcune tombe gallico-romane ben conservate.
Quando arrivi a Malgrate non puoi non rimanere incantato di fronte alla bellezza del suo lungolago sistemato qualche anno fa e reso funzionale e moderno. Un’incantevole passeggiata che dai resti del castello del ponte Azzone Visconti a pochi passi dall’incantevole isola Viscontea, ci conduce piacevolmente verso il porticciolo e la Rocca, teatro di battaglie tra i comaschi che la occupavano ed i lecchesi.
Giochi di fontane, prati, panchine in legno, piattaforme per prendere il sole, spiaggetta e gioco di luci. La bellezza della passeggiata diventa poi insuperabile quando al calar del sole le luci del lungolago di Lecco, che è di fronte, la fanno da padrona riservandoti un panorama mozzafiato con lo scenario delle sue montagne (il Resegone con le sue guglie, il Monte Barro ed il Monte San Martino).

Che dire …. Manzoni ci aveva visto giusto ad iniziare il suo romanzo proprio da Malgrate.

Una visita per il centro ci fa incontrare il settecentesco Palazzo, suggestiva sede del municipio di Malgrate e, da febbraio a maggio, teatro di concerti di musica da camera. Spronato dal canonico e mecenate Giuseppe Candido Agudio, il Parini trovò in questa cornice malgratese l’ispirazione per comporre “Il Mattino”, prima parte del suo capolavoro “Il Giorno”.
Nello stesso edificio, le cronache rosa del tempo aggiornarono una love-story fra il nobile e letterato veneziano Luigi Giusti e la poetessa valsassinese Francesca Manzoni (1710-1743) che poi convolarono a nozze: alla morte di lei, il Giusti prese i voti. Intorno a Palazzo Agudio il vecchio nucleo di Malgrate mantiene la sua impronta secentesca. Sono molti i personaggi celebri nati in questo borgo a un chilometro da Lecco: tra gli altri, l’insigne architetto Giuseppe Bovara che nell’Ottocento ha “firmato” il territorio lecchese ed il cardinale Angelo Scola arcivescovo di Milano che, come dice lui, “ho scommesso sulla libertà”. .
Ma Malgrate sembra essere l’ambiente ideale per gli inventori: nell’Ottocento altri due membri della stirpe Agudio, Tommaso e Francesco, perfezionarono due rivoluzionarie invenzioni, rispettivamente la cremagliera per trazione funicolare e il forcipe, strumento utilizzato in ginecologia. Da annoverare anche il genio di Pietro Vassena che nel 1948 inventò un batiscafo col quale raggiunse la profondità record di 412 metri, ad Argegno. A lui è stata recentemente dedicata una lapide sul lungolago di Lecco.
Come ogni paese che si rispetti, anche Malgrate ha due facce, la bassa e la alta. Se la prima è caratterizzata da un tessuto di piccole case caratteristiche e dalla presenza dominante del lago, la zona alta, si distingue per un fiorire di villette a schiera, dove si snodano piacevoli sentieri per Pian Sciresa ed il Parco del Monte Barro.

Malgrate
La Parrocchiale di San Leonardo
Malgrate
Le Cappelle dei Morti della Peste

Malgrate racchiude anche numerosi siti di carattere religioso. Particolarmente rilevante la Parrocchiale di San Leonardo, già riedificata a metà del Cinquecento fu poi ritoccata in stile neoclassico da Bovara nel 1815. Al suo interno, il Battistero barocco con un ciborio del Seicento, la cappella della Cintura con volta a botte e rosoni, l’altare di legno con statue dorate dei santi Agostino e Monica realizzate nell’Ottocento dall’artista lecchese Giacomo Mattarelli e dipinti coevi di Cherubino Cornienti.
La chiesa di Sant’Antonio Abate, nell’omonima piazzetta non lontana da San Leonardo, risale al ‘400 ed è stata riedificata nel ‘700 con singolare facciata verticale in stile rococò. All’interno si trovano la volta del presbiterio affrescata e la pala della “Vergine tra Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova”. Su una parete il “San Lorenzo” di un tal Bertucius del 1606.
La chiesa di San Carlo al Porto, che risale al tardo Seicento, ha pianta centrale e custodisce un’interessante pala di San Carlo con Vergine e Angeli oltre a sepolcri neoclassici dei Testori.
Molto frequentate e curate dai fedeli le edicole sparse un po’ in tutto il paese; tra tutte, le Cappelle dei Morti della Peste risalenti alla fine del Settecento e citate nei Promessi Sposi e quelle della Crocetta, in via Agudio sulla stradina per la Parrocchiale, mausoleo cinquecentesco di Accorsino da Lodi.

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