Madonna alla Rovinata

L’edificio del santuario Madonna alla Rovinata sorge su un terrazzo panoramico posto sul pendio morenico.

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Madonna alla Rovinata

Il santuario dell’Addolorata è stato edificato tra il 1849 e il 1859, anno della sua inaugurazione, nella località detta “della Rovinata“, posta in Lecco, nel rione di Germanedo.

Sono stati ritrovati alcuni reperti archeologici che attestano la presenza dell’uomo in questo territorio persino dall’età del ferro. Il paese è posto alle falde del monte Grigna, su un piccolo promontorio formato dalla foce del torrente Zerbo, nel ramo di Lecco del Lago di Como. Il turismo è attivo sia d’estate che d’inverno, dovuto alla presenza ravvicinata del lago e del monte Grigna, su cui è possibile praticare sport invernali e alpinismo. Questo è rafforzato anche dal favorevole clima asciutto e mite.

L’edificio del santuario Madonna alla Rovinata sorge su un terrazzo panoramico posto sul pendio morenico. Da lì il nome della località, soprastante il vecchio nucleo del rione. Si raggiunge mediante una ripida mulattiera in acciottolato che si snoda in territorio boscoso. Lungo questa mulattiera sono distribuite le tredici cappelle dedicate ad altrettante stazioni della Via Crucis. Le ultime due sono invece poste a fianco del santuario stesso.

Storia

In origine vi era solamente una cappelletta dedicata alla Madonna Addolorata. Si trattava di uno dei tanti luoghi di fede costruiti dall’uomo lungo i percorsi che portavano ai lavori dei campi e dei boschi. Un giorno, dal terreno soprastante, si staccò una frana ma la cappella rimase intatta. Questo fatto, che aveva del miracoloso, aumentò le visite e incentivò la costruzione di una chiesetta. In seguito si costruì il Santuario. L’edificio venne anche dedicato al voto del colera, morbo che colpì l’antico abitato nel 1855. Succede questo proprio durante gli anni in cui venne messa in opera la costruzione del Santuario. L’edificio fu benedetto il 16 agosto 1859. Sopra l’altare fu posta una pala raffigurante la Madonna Addolorata trafitta da sette spade appositamente donato dal marchese Serponti Mirasole.

Improntato ad uno stile neoclassico ad una navata, su disegno dell’architetto Giuseppe Bovara, l’edificio si rifà a numerosi oratori di quell’epoca.  Nei primi anni del Novecento viene intrapresa la realizzazione delle cappelle poste lungo la mulattiera. Sono state decorate con affreschi del pittore valsassinese Tagliaferri. A seguito di atti vandalici, gli altorilievi in cotto vengono sostituiti da quindici formelle in bronzo con bassorilievi raffiguranti le stazioni della Via Crucis eseguite dallo scultore lecchese Fulvio Simoncini.

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