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Giuseppe Laini ha preso spunto dal mestiere del suo avo e ne ha fatto una passione.

Sarà che da bambino è cresciuto nella Curt dei fereé, la corte dei ferraioli a Imbersago che oggi non esiste più. O meglio, non è più la bottega dove suo nonno produceva a mano gli arnesi che servivano ai contadini. Dopo aver lavorato una vita, oggi Giuseppe Laini si è reinventato artista scultore del ferro.

Tratta per lo più figure di animali interamente fatte a mano. Molto spesso sono realizzate con materiali metallici di recupero. Il risultato è qualcosa di veramente particolare. E, come la maggior parte degli artisti, anche Laini produce le sue opere dedicandosi ad esse con precisione chirurgica. Basti pensare che per la sua ultima opera, un lupo di dimensioni reali che ulula, solo per riprodurre il manto ha utilizzato quasi 900mila piccoli pezzetti di ferro, tutti tagliati a mano con le forbici.

Laini ha impiegato otto mesi per realizzare il suo lupo che ulula alla luna. Eppure l’opera, per quanto molto ben realizzata, ancora non lo soddisfa del tutto.

Nella sua collezione fanno parte, tra le altre, un’opera rinominata “La ladra”, una volpe che ha appena catturato un volatile. Ha anche una grande aquila, un gufo e persino un bellissimo fenicottero. Sono tutte riproduzioni che Laini ha realizzato nel suo garage trasformato in una vera e propria bottega da artigiano.

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