La sorgente Fiumelatte

 

«È il Fiumelaccio, il quale cade da alto più che braccia 100 dalla vena donde nasce, a piombo sul lago, con inistimabile strepitio e romore»

Leonardo da Vinci

Posta ad un chilometro da Varenna, in direzione sud, la frazione di Fiumelatte , stretta tra lago e monte, è  tagliata longitudinalmente dalla provinciale 72 e dalla linea ferroviaria Milano – Sondrio. Il piccolo gruppo di case, sorte intorno alla chiesa, deriva il suo nome dal corso d’acqua più breve d’Italia, appena 250 metri dalla sorgente alla foce di acque candide e spumeggianti; altra caratteristica particolare del torrente è la sua regolare intermittenza.

Il fiume, infatti, compare intorno al 25 di marzo ( Annunciazione e festa della frazione) e continua a scorrere fino alla Madonna del Rosario ( 7 ottobre e patrona di Varenna) perciò è detto  anche fiume delle due Madonne. Il Fiumelatte venne citato già come “Fiumelaccio” nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, incuriosito da questo fenomeno. Oggi questa intermittenza, si pensa, possa essere il troppo pieno di una cavità sotterranea del Moncodeno (Grignone), che nessuno è ancora riuscito a raggiungere.

È il più breve corso d’acqua d’Italia. Il percorso dell’acqua che sgorga dalla grotta al lago sottostante, passando oggi per il suo tratto terminale sotto la carrozzabile, è abbastanza ripido e accidentato: questo provoca un aumento della pressione di scorrimento e un’intensa increspatura che fa sì che l’acqua divenga spumosa a tal punto da sembrare bianca. Il paesaggio assume comunque un’atmosfera molto suggestiva.

È un torrente “stagionale” che nasce nella Grigna settentrionale e che scorre, in linea di massima, solo da marzo ad ottobre in base alla piovosità. Oggetto di numerosi studi sia attualmente che in epoche passate persino da Leonardo e Stenone, prende il suo nome dal colore bianco latte della spuma delle sue acque. Il tragitto per arrivare al Fiumelatte inizia da Varenna, precisamente dal parcheggio multipiano posto di fronte a Villa Monastero, salendo una ripida scalinata. Prosegue poi attraverso il bosco e, proprio facendosi guidare dal rumore delle acque del torrente, si giunge alla grotta che ne ospita la sorgente.


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