Erbonne

Un grumo di case alla fine di una lunga strada tortuosa e stretta, che porta solo lì. Poi montagne, boschi e un crepaccio, al di là del quale termina il territorio italiano e inizia quello svizzero.

Il vecchio e delizioso borgo di Erbonne, un pugno di curatissime casette di pietra con i fiori rossi alle finestre e il ferro di cavallo sulle porte d’ingresso a lasciare entrare la fortuna.

Erbonne conta 50 edifici fra case e stalle e la popolazione che non supera dieci unità. C’è un’osteria, un telefono, un lavatoio e il piccolo museo della Guardia di Finanza. È annidato sul versante italiano del Monte Generoso, ai confini del Canton Ticino. Qui si chiamano tutti Cereghetti o Puricelli. Alcuni sono svizzeri, altri hanno la doppia nazionalità. Un borgo insolito, dalla storia millenaria, dove il tempo sembra essersi fermato. Per trovarlo basta arrivare ad Argegno, sulla sponda del Lago di Como. Dopo bisogna girare verso la Val d’Intelvi e poi salire fino San Fedele Intelvi e poi ancora su a quasi mille metri d’altezza. Lì, a una decina di metri dal confine con la Svizzera, si trova Erbonne, un paese dalla storia millenaria e misteriosa.

Fondazione del borgo

Qualche anno fa, al termine di una serie di scavi archeologici, sono state trovate selci lavorate dall’uomo di Neanderthal in un periodo stimato fra i 50 e i 60 mila anni fa. La fondazione del borgo, invece, risalirebbe a circa mille anni prima della nascita di Cristo. Nelle epoche più antiche questo luogo fu abitato con continuità. Questo dovuto, probabilmente, per la sua posizione nelle vicinanze di un valico verso la Valle di Muggio e la Piana di Chiasso.

Dalla vicina grotta La Tana, sulle pendici del Monte Generoso, provengono manufatti databili al Mesolitico. Dall’analisi si può ricostruire una vegetazione con forte sviluppo del bosco misto ad abete bianco associato a faggio e frassino. Inoltre sono stati rinvenuti frammenti di ceramica e un’ascia in bronzo databili tra la fine dell’Età del Bronzo e l’VIII secolo a.C. Durante la costruzione della Chiesa è stata scoperta una tomba della seconda Età del Ferro. Questa conteneva due vasetti, una moneta romana di età repubblicana e due anellini in bronzo.

I burlanda e gli sfrusaddu

Data la sua posizione a pochi metri dal confine elvetico, Erbonne è stato uno degli snodi del contrabbando. Battutissimo fino a poche decine di anni fa dai contrabbandieri che vi intrattenevano un fitto commercio in entrambe le direzioni. Da qui passavano caffè, zucchero e sigarette. Qui venne anche costruita una piccola caserma della guardia di finanza di quattro metri per quattro chiusa nel 1977. Dal 2000 è stata trasformata in un micro museo dove sono custodite divise, zaini, scarpe e tutti gli altri pezzi del mestiere. Erbonne, con le sue storie incredibili, è soprattutto un luogo dai panorami mozzafiato. Da qui partono splendidi sentieri per lunghe camminate immersi nella natura. Erbonne è un villaggio antico dove il silenzio è veramente rotto solo dal ticchettio degli orologi a pendolo. E poi, a Erbonne, quando cala la notte, le stelle sembrano così vicine che viene voglia di toccarle con un dito.

Vedute a Erbonne

E per chi vuole provare il brivido di raggiungere ancora la Svizzera a piedi, basta percorrere un ponte costruito nel 2005. Ci si trova direttamente in territorio elvetico, all’imbocco di un impervio sentiero lungo un paio di chilometri che conduce alla località di Scudellate, nella valle di Muggio. Obbligatorio avere con sé i documenti, visto che è anche possibile imbattersi nei controlli.

Un gran bel primato che fa di Erbonne una città unica al mondo. Niente negozi, scuole, uffici pubblici. Soltanto un piccolo punto di ristoro, l’immancabile lavatoio, una chiesetta e un camposanto. Per circa 500 anni gli abitanti di Erbonne non hanno mai pagato le tasse a nessuno. Più tardi le hanno pagate al comune di San Fedele d’Intelvi senza però ottenere nessun servizio in cambio. Qui fino al 1911 le bare dovevano essere portate a spalle per i boschi fino al cimitero di Scudellate. Solo nel 1954 è stata realizzata l’unica strada che porta a San Fedele.

“Ma ha tanti sentieri che a volerli contare ci si perde. Vanno in cerca delle profondità della val di Breggia, salgono verso l’alpe e il passo di Orimento, verso il monte Generoso, che guarda giù dall’alto e si frappone fra Erbonne e il lago di Lugano coi suoi tanti paesi rivieraschi. Anche quando è notte si sente la presenza invisibile del Generoso… fuori c’è la bella aria pura dei mille metri e al crepuscolo l’ultima luce dell’ovest e le tenebre dell’est si scontrano sulle facciate delle cascine”. Maria Corti 1915-2002″

Erbonne, il paese che non c’è.

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