Convento di Santa Maria Nascente di Sabbioncello

La storia del convento di Sabbioncello inizia nel XV secolo. Nel sito era presente una piccola chiesetta con alcune stanze annesse nelle quali viveva un eremita di nome Claudio.

Convento di SabbioncelloIl nome deriva dalla sabbia che compone il terreno. Le prime notizie riguardanti Sabbioncello risalgono al 1026. Parlano dell’esistenza di un castello sull’area dell’attuale piazzetta della chiesa e del convento. Tale fortificazione era di proprietà della famiglia Torriani e venne distrutta insieme al castello di Merate intorno al 1270 ad eccezione della chiesetta. Claudio, nei ruderi della chiesetta riuscì ad aggregare altri eremiti e formare un Sodalizio religioso. A costoro venne concesso di costruire una chiesa più grande, con archi a sesto acuto fino al presbiterio e con facciata rivolta verso Montevecchia. Più tardi, i monaci benedettini dell’Abbazia di San Dionigi di Milano, proprietari dell’immobile, concessero la facoltà di costruire. Si eresse un campanile, una casetta e un piccolo chiostro a ridosso della chiesa per accogliere i pellegrini e i poveri. Nei primi trent’anni del 1500 venne anche affrescata una parete della chiesa con numerosi ex voto popolari.

Nascita del Convento

Nel 1540, subentrarono nella Chiesa di Santa Maria di Sabbioncello i Francescani Amadeiti ed iniziarono a costruire la sacrestia, il refettorio e la cucina, oltre altre strutture di servizio. Nel 1588, i maestri murari Battista e Domenico Chiesotto costruirono l’attuale presbiterio, sull’antica entrata della chiesa, invertendone l’orientamento. Inoltre eressero l’attuale facciata della chiesa rivolta a oriente. Vennero poi affrescate le vele del coro con le figure dei quattro Evangelisti che s’accompagnano ai quattro padri della Chiesa Latina: Ambrogio, Agostino, Gerolamo e Gregorio. Nel 1810 Napoleone soppresse il convento. I Frati Minori vi ritornarono decenni dopo quando divenne convento della Provincia lombarda dei Frati Minori. Nel 1954 venne costruita una nuova ala. Attualmente ospita la biblioteca e hanno sede diverse attività pastorali e culturali. Nel 1967, lungo la strada che sale al convento, vennero inaugurate le stazioni della Via Crucis in cotto, opera di padre Nazareno Panzeri.

Negli anni successivi si sono svolti diversi lavori di restauro della struttura e delle cappelle laterali della chiesa e del chiostro. Sono molti gli elementi di interesse storico-artistico contenuti nella chiesa di Santa Maria Nascente. L’edificio è a navata unica, con copertura voltata a ogiva e cappelle sul lato sinistro. Molte pareti lato sud e le lesene tra le cappelle laterali sono decorate con pitture murali. Sopra le cappelle sono state installate delle vetrate artistiche che richiamano la devozione. Al di sopra della cappella dell’Incoronata è visibile un affresco che rappresenta Maria Assunta attorniata dagli angeli.

La cappella del Crocifisso

La cappella del Crocifisso trae il suo nome dalla presenza di un antico crocifisso appartenuto a Federico Borromeo, cugino di san Carlo Borromeo. Nella cappella si segnalano due affreschi eseguiti nel 1593 da Giovan Mauro e Giovan Battista della Rovere, detti i Fiamminghini. L’intera parete di destra è ricoperta da numerosi affreschi ex voto risalenti ai primi anni del 1500. Essi sono perciò opera di artisti diversi ed alcuni sono di pregio. In particolare uno porta la data del 1515 ed è stato realizzato dal pennello di Thomas Malagridas, come è possibile leggere sul cartiglio. Molti degli affreschi ritraggono la Madonna che allatta Gesù bambino. Questo indica che la grazia era concernente la concezione e la maternità.

Convento di SabbioncelloStatua lignea della Vergine Immacolata

Un’altra opera di grande interesse artistico è rappresentata dalla statua lignea della Vergine Immacolata contenuta in un’ancona posta sopra l’altare maggiore, scolpita nel 1741 da frate Francesco da Vanzone. All’interno della chiesa si trova custodito, come reliquia, il saio appartenuto a San Giovanni da Capestrano, discepolo di San Bernardino. Fu un religioso italiano proclamato santo dalla chiesa cattolica nel 1690 per la sua intensa opera di evangelizzazione svolta in molti paesi stranieri, fra cui l’Ungheria. Pregevole lavoro sono gli stalli del coro in legno di noce, rovere, castano e pioppo, realizzati nell’ultimo decennio del Cinquecento.

Nei due chiostri del convento si segnalano diverse testimonianze di varie epoche. Tra essi un’ara votiva romana in granito dedicata alle Matrone e un altorilievo cinquecentesco con il monogramma di Cristo. Nel corso degli anni, per offrire un migliore servizio ai fratelli ammalati, sono state apportate molteplici modifiche. La struttura cerca di rispondere sempre meglio alle esigenze logistiche e sanitarie degli ospiti. Ancora oggi il Convento di Sabbioncello è sede dell’Infermeria dei Frati Minori per la cura dei fratelli infermi secondo quanto dice S. Francesco nelle sue regole.  I frati animano il santuario mariano con la liturgia quotidiana e con il servizio delle confessioni. Offrono inoltre servizio pastorale alle parrocchie e agli istituti religiosi del circondario.

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