Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie domina Gravedona.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie in origine era un convento agostiniano, costruita nel 1467, sul luogo dell’oratorio paleocristiano di S. Salvatore. Ad aula unica, con archi trasversali a suggerire la scansione dello spazio, ha pareti divise in comparti e disegnate da nicchie a sesto acuto, che delimitano le cappelle. La ricchezza della chiesa è tutta nel vasto ciclo di affreschi che la ricopre quasi per intero. Una veduta di straordinario interesse degli orientamenti dell’arte tra Milano e Como attorno al secondo decennio del Cinquecento. La chiesa di Santa Maria delle Grazie sorge in una posizione sopraelevata rispetto alla città e questo le conferisce un aspetto austero e defilato. Antica chiesa romanica dall’architettura pulita e minimale densa di spiritualità.

Architettura

La chiesa si presenta con due portali in marmo di Musso. Una lunetta posta sul portale è affrescata con un dipinto del ‘500, raffigurante la Madonna tra Sant’Agostino e San Nicola da Tolentino. I busti di profeti, beati e santi, affrescano i sottarchi e le facciate dei timpani. L’interno ampio e luminoso, dispone di un’unica navata, con archi trasversali che formano dei comparti ai lati. Le absidi sono tre e quella centrale ha la volta a vele. Il chiostro è stato modificato, in varie epoche, pur non avendo perso il suo aspetto originario. Tutto l’impianto iconografico del Santuario glorifica l’ordine agostiniano e dedica molta attenzione alla dottrina dell’Incarnazione e dell’Assunzione.

Le cappelle

Ogni cappella è votata ad un episodio biblico o a un santo. La Crocifissione è molto suggestiva, perché qui Cristo, a differenza del resto, non è dipinto, bensì scolpito nel legno. L’opera risale al 1516, eseguita su richiesta della famiglia Casati ed il loro stemma si trova sopra la chiave di volta dell’arco. Nel presbiterio si può ammirare l’affresco della Madonna Assunta, datato 1496, tra i santi Simeone il Giusto e Giovanni Battista. Nessuno dei dipinti presenti all’interno della struttura è firmato, ma sono tutti di buona scuola lombarda di fine ‘400 e ‘500. Alcuni possono essere attribuiti al pittore Sigismondo De Magistris. Il convento venne però soppresso da Maria Teresa d’Austria. Nonostante ciò la chiesa rimase consacrata.

Dello stesso periodo è il convento degli eremitani di S. Agostino, soppresso nel 1771. Passato poi ai privati e successivamente abbandonato per parecchi decenni fino al recupero ad uso biblioteca. Si articola intorno ad un chiostro con portico ad archi ogivali su colonnine, per tre lati in pietra e uno in cotto. È affrescato con Storie della vita di Gesù e Santi agostiniani da Domenico da Lugano. La maggior parte della campagna decorativa fu realizzata tra il 1509 e i primi anni del decennio successivo. Si conoscono le date e l’esatta identità dei committenti, grazie alle scritte che compaiono, qua e là, sugli affreschi.

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