Castello di Carimate

Castello di Carimate. Un castello sfarzoso e di classe.

Le prime notizie di un insediamento difensivo in Carimate si hanno nell’anno 1149. Il Castello fu poi distrutto nella guerra tra Milano e Como. La costruzione del Castello di Carimate così come lo vediamo ora, risale al 1345, quando il feudo passò sotto il dominio dei Visconti, signori di Milano. L’edificio fu usato come postazione di villeggiatura e di caccia, ma soprattutto come fortezza di guardia all’antica via Regina, strada di comunicazione tra Milano, Como e le valli svizzere. Intorno al castello si sviluppò un piccolo borgo di case di agricoltori e scuderie, tutto personale legato al castello. Una quarantina d’anni più tardi Caterina Visconti fece scavare il fossato perimetrale e costruì il ponte levatoio.

Visitatori del castello

Dal ‘400 fino in poi, vari furono i soggiorni di nobili, tra cui il duca Giovanni Galeazzo e suo fratello Ludovico il Moro con Beatrice d’Este, Guido Arciboldi, arcivescovo di Milano, ed altri membri della famiglia ducale. Nel 1496, in viaggio per Pisa, passò da Carimate lo stesso imperatore Massimiliano I. Tanto gli piacque il luogo, che vi soggiornò per sette giorni, divertendosi a cacciare cervi nei boschi circostanti. Nel 1795, anno della morte di Ludovico Visconti senza eredi legittimi, terminò il periodo Visconteo. Il Castello e tutti i beni furono trasferiti al pubblico demanio. Il 9 dicembre 1796, il castello fu acquistato da Cristoforo Arnaboldi, cittadino comasco, che fece del Castello la sua residenza.

Il Castello era circondato da un bellissimo parco di 30 ettari, con piante secolari, essenze rare, serre per fiori preziosi. Attraversato dal torrente Seveso che qua e là originava piccoli stagni, rifugi accoglienti per selvaggina di ogni tipo. Popolata da fagiani, lepri, cervi e uccelli acquatici, la proprietà era considerata una delle più belle piccole riserve di caccia della Brianza. Sul lato del castello si trova la chiesa dedicata a S.Maria dell’Albero. In passato era all’interno delle mura del castello e che conserva al suo interno affreschi di pregio.
Durante il Risorgimento Vittorio Emanuele II di Savoia e Giuseppe Garibaldi, seguirono alcune manovre delle truppe implicate nel conflitto della Terza Guerra d’Indipendenza. Tale evento storico è descritto sulla targa lapidea incisa a bassorilievo, che si trova sul lato nord della torre alta.

Gli Arnaboldi

Nel 1874 gli Arnaboldi riunirono il Castello e le diverse proprietà circostanti che nel frattempo si erano frazionate. Il Castello di Carimate fu sottoposto a radicali restauri che gli diedero l’attuale aspetto romantico con le torri merlate. Nel 1918 il conte Bernardo Arnaboldi Cazzaniga morì lasciando il Castello alla figlia Bice Arnaboldi, coniugata con il conte Paolo Airoldi di Robbiate. Nel periodo bellico, dal 1943 al 1945, il Castello venne occupato dai tedeschi che ne fecero una delle loro sedi. Bice Arnaboldi, anche durante il periodo bellico, visse sempre nel Castello che divenne, dopo la partenza dei tedeschi, base e rifugio per l’organizzazione partigiana.

Alla morte di Bice Arnaboldi nel 1954 la famiglia decise di vendere il Castello. Il castello, il parco e le scuderie vengono acquistate in blocco dalla Società Generale Immobiliare di Roma, ancora nella loro configurazione originaria. Da allora il Castello subì un lento declino che lo portò a miserevoli condizioni, fino alla trasformazione in Hotel.

Sulla piazza che immette al ponto levatoio si organizzano manifestazioni ed eventi con uno scenario spettacolare.

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