Carlo Guzzi

Carlo Guzzi (1889-1964)

Carlo GuzziNacque a Milano il 4 novembre 1889, secondo di quattro figli.
Il padre, ingegnere e apprezzato professionista, era titolare di un importante studio nella Milano del secondo Ottocento ed era stato fra i primi collaboratori dell’Istituto tecnico superiore (Politecnico) di Milano. Nel panorama della Milano del tempo la famiglia Guzzi si presentava, quindi, come una famiglia benestante, proprietaria, oltre che della casa d’abitazione di corso Buenos Aires, di quella di villeggiatura a Mandello del Lario.
L’improvvisa morte del padre, avvenuta nell’ottobre del 1906, costrinse Carlo ad abbandonare gli studi. La madre Elisa, infatti, con tre figli ancora da mantenere, decise di lasciare Milano e di trasferirsi nella casa di Mandello. Il G., per aiutare la famiglia, cercò un’occupazione e trovò impiego come meccanico presso la fabbrica di macchine per cucire Singer. Nel 1909 il G. sposò Francesca Gatti (1891-1967), figlia di un contadino di Mandello, da cui ebbe un unico figlio, Ulisse (1911-80).
Con l’amico Parodi coltiva, per lungo tempo, un ambizioso progetto: mettere a punto un modello innovativo di motore per motociclo che potesse offrire, oltre a ottime prestazioni, grandi affidabilità e sicurezza.
Nell’impostare e progettare il nuovo motore, il G. seppe fondere le soluzioni già presenti sul mercato e combinarle in maniera fruttuosa; l’esperienza appresa nelle grandi fabbriche (Singer), inoltre, lo aveva reso sensibile a un’impostazione “industriale” della produzione motociclistica. Ma per realizzare questi progetti c’era bisogno di cospicui investimenti ai quali provvide, tramite l’amico Parodi, il padre di questo, Emanuele Vittorio Parodi, grande armatore genovese.
La Società anonima Moto Guzzi fu fondata il 15 marzo 1921, con un capitale di 500.000 lire.
Nel giro di qualche anno la capacità produttiva dell’azienda crebbe in modo sostenuto: nel 1925 gli occupati erano già 350 e la fabbrica era in grado di produrre 1500 esemplari all’anno, ponendosi, quanto a capacità produttiva, nel novero dei più importanti produttori nazionali.
La crescita sostenuta della domanda di motoveicoli, soprattutto a partire dagli anni Cinquanta, decretò il definitivo successo industriale della casa di Mandello. Morì a Lecco il 3 nov. 1964.

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