Brivio

Brivio, situato in un punto strategico, ha avuto un ruolo decisivo sin dall’epoca romana. Era da qui infatti che era possibile l’attraversamento che congiungeva Bergamo con la Brianza e la zona comasca.

Brivio Lo dimostrano alcune lastre di marmo datate intorno al III e IV secolo. Un documento che attesta l’esistenza di Brivio è un atto notarile del 960, riguardante una donazione da parte di Alcherius, signore di Airuno, alla chiesa plebana di Sant’Alessandro.

Brivio ha assunto notevole importanza nel corso dei secoli, soprattutto in epoca medievale. I resti dell’antico imponente Castello ne sono una testimonianza. Immerso in uno splendido scenario naturale, conserva tuttora un fascino davvero straordinario. Nel X secolo il piccolo borgo ricopre un importante ruolo di difesa dalle invasioni ungare. È in questo periodo che sorge il Castello di Brivio. Appartenuto via via ai conti di Lecco, ai vescovi di Bergamo, ai Visconti milanesi e nel ’400 alla Serenissima. Nelle possenti torri si trovano are romane e resti di una chiesa medievale. Da ricordare che anticamente il fiume Adda faceva da confine di stato tra la Serenissima Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano.

Nei Promessi Sposi leggiamo che Renzo, per fuggire da Milano, attraversò l’Adda. Si mise in salvo presso un parente che viveva nel bergamasco. La cittadina di Brivio deve il suo fascino e la sua bellezza proprio al fiume che ne esalta la fisionomia. In quest’area esso forma un’ansa che delimita un territorio paludoso, ricco di specie animali e vegetali biologicamente interessanti come le ninfee, le canne palustri e una specie protetta di iris. Anche l’economia locale era basata sulla pesca professionistica, che si serviva di letti e legnaie per favorire la riproduzione e l’allevamento delle specie ittiche.

La posizione particolare di Brivio fu studiata da Leonardo da Vinci, che vi soggiornò per studiare un progetto tale da rendere l’Adda completamente navigabile; si pensa che il paesaggio della Vergine delle Rocce richiami proprio questo tratto di fiume. Di certo è leonardesca la Vergine delle Grazie che si trova all’interno dell’Oratorio di San Leonardo.
Brivio fu il paese natale, tra gli altri, di Cesare Cantù e Ignazio Cantù. Inoltre nacque a Brivio anche Teresa Borri, seconda moglie di Alessandro Manzoni. La frazione di Beverate diede invece i natali a San Simpliciano, Arcivescovo di Milano dal 397 al 401.

Esperienze turistiche

Stupende le passeggiate o le gite in bicicletta lungo il Parco Adda Nord con tutti i suoi colori, diversi in ogni stagione. Sfumature di verde accanto ai caldi tocchi di marrone, e l’allegro viavai di cigni e germani reali che insieme alle folaghe rappresentano la fauna che popola la zona. È una delle aree più significative dal punto di vista ambientale. Si tratta di un territorio incredibilmente suggestivo ed incontaminato ricco di biodiversità.

Percorso alternativo è infatti la navigazione del fiume con l’imbarcazione Addarella oppure in canoa. Lungo il fiume si trova anche l’Antica Filanda Carozzi. Fu costruita all’inizio dell’800 in stile neoclassico. Ha una serie di finestroni a tutto sesto a testimonianza dell’importanza che assunse l’industria serica nella Brianza. Lungo l’alzaia si raggiunge la casa natale di Cesare Cantù (1804-1895), piccolo museo in cui sono raccolti opere e ricordi del famoso storico, letterato e politico italiano.

Borghi e palazzi

Brivio ha una storia affascinante. È possibile ripercorrerla tramite i suoi borghi ed i suoi palazzi. Per citarne alcuni Villa Piccinini di Marsciano, che conserva un affresco secentesco che raffigura la deposizione di Gesù Cristo dalla croce. Villa Gerosa, edificio di origini ottocentesche, dotato di giardino e di mura su cui è posta l’icona di Sant’Antonio Abate. Un altro esempio di sobrio barocco è l’Oratorio Madonna della Neve. La Cascina Bastiglia, edificata nel 1409 su una preesistente bastia, voluta da Francesco Sforza e collocata su un’altura in vista dell’Adda . Oggi è un’affascinante meta culturale.

Dalla Bastiglia è possibile procedere per il Parco Adda verso l’alzaia sul fiume. Poi, continuando sulla ciclabile, si può raggiungere il villaggio operaio di Crespi d’Adda. Potete anche andare nella direzione opposta, verso il lago di Olginate e poi continuare verso Lecco.

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