Antonio Ghislanzoni

Antonio Ghislanzoni (1824-1893)

Letterato finissimo, cantante, scrittore e poeta, caratterizzato da un’ironia graffiante e da un sense of humour…

Antonio GhislanzoniAntonio Ghislanzoni nasce a Barco di Maggianico nel novembre del 1824.
Pochi oggi si ricordano di lui, letterato finissimo, cantante, scrittore e poeta, caratterizzato da un’ironia graffiante e da un sense of humour che non risparmia critiche a nessuna delle idee e delle istituzioni considerate sacre dalla società.
Dopo le elementari, tra i compagni d’infanzia c’era il coetaneo Antonio Stoppani, futuro autore del Bel paese, entrò, per volontà del padre direttore dell’ospedale cittadino, nel seminario di Castello. Ma la ferrea disciplina dell’istituto è però poco tollerata dal piccolo Ghislanzoni, che, diciassettenne, verrà espulso per comportamento irriverente. L’anticlericalismo rimarrà una costante della sua ideologia. Espulso nel novembre dello stesso anno il Ghislanzoni si trasferì a Pavia per terminarvi il liceo e iscriversi alla facoltà di medicina. Accortosi di possedere una bella voce di baritono, si mise a studiare canto e pochi mesi dopo si fece scritturare al teatro di Lodi come primo baritono. Ben presto tuttavia abbandonò le scene liriche per la carriera letteraria. I suoi primi articoli furono per il Cosmorama Pittorico di Milano. Sullo stesso giornale pubblicò il suo primo romanzo, Gli artisti da teatro, nel quale raccontò parte delle avventure che aveva vissuto.
Scrittore, giornalista e fecondo librettista, Antonio Ghislanzoni fu autore di novelle, romanzi e di circa ottantacinque libretti d’opera.
Il suo nome è legato soprattutto al libretto dell’Aida di Giuseppe Verdi, col quale collaborò anche alle revisioni della Forza del destino e di Don Carlos, ma anche per molti altri compositori quali Ponchielli, Gomes e Catalani. Collaborando con numerosi periodici e quotidiani, riuscì a conquistare una certa notorietà nella vita culturale milanese e legò il suo nome all’ambiente scapigliato e a quello della fondazione della Rivista minima.
Vicino alle idee politiche mazziniane, la sua collaborazione con giornali repubblicani lo costrinse a rifugiarsi in Svizzera. Fu ugualmente arrestato dai francesi e deportato in Corsica. Dopo la seconda guerra di indipendenza si lega a Milano al gruppo scapigliato.
Vastissima è stata la sua produzione letteraria, tante furono le collaborazioni alle numerose testate che ospitano suoi romanzi a puntate, racconti, recensioni, interventi di varia natura. Ma non manca l’attività creativa vera e propria: narrativa e poesia. Per la poesia ricordiamo Libro proibito, grande successo tanto che giungerà alla settima edizione.
Negli anni settanta si trasferì a Barco di Maggianico, da dove proveniva la famiglia, e successivamente a Caprino Bergamasco.
All’indomani della sua scomparsa venne subito costituito un comitato che si impegnò a raccogliere fondi per realizzare un monumento. Un’illustre adesione all’iniziativa fu quella di Giuseppe Verdi, ma anche di giornalisti del Corriere del Sera, Carlo Gomes, Arrigo Boito, Ferdinando Fontana, Mario Cermenati ed anche Giuseppe Invernizzi, il popolare Davide del ritrovo “scapigliato” di Maggianico.

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