Alessandro Volta

Alessandro Volta (1745-1827)

Nasce a Como il 18 febbraio del 1745, da una famiglia aristocratica. È stato un fisico italiano, conosciuto soprattutto per l’invenzione del primo generatore elettrico mai realizzato, la pila, e per la scoperta del metano.

Alessandro VoltaNato a Como nell’antico palazzo situato nell’attuale via Volta, nel 1758 intraprende gli studi umanistici, di retorica e di filosofia presso la locale scuola dei gesuiti. Più tardi entra nel Regio Seminario Benzi di Como, dove conclude gli studi e stringe amicizia con il canonico Giulio Cesare Gattoni che incoraggia la vocazione scientifica del giovane Volta, mettendogli a disposizione il proprio gabinetto di scienze naturali, ospitato in una delle torri (Torre Gattoni) della cinta muraria comasca.
Alessandro Volta fu forse il primo filosofo naturale che può essere considerato uno scienziato nell’accezione moderna del termine. Con lui si inaugura la figura dello specialista, ossia dell’uomo di scienza che, affrancato da pregiudizi di natura metafisica, affronta lo studio dei fenomeni naturali inquadrandoli in una prospettiva in cui a contare ed a essere decisivi sono essenzialmente due cose: una buona teoria esplicativa e una valida e inoppugnabile verifica sperimentale. Tanto nel successo quanto nell’insuccesso Volta ha incarnato e inaugurato questa importante e nuova figura di scienziato.
Nel corso della sua vita Alessandro Volta ha avuto modo di intrattenere rapporti diretti ed epistolari con molti altri scienziati in varie parti d’Europa per reperire nuova strumentazione e conoscere scienziati europei. Egli ripete e perfeziona i loro esperimenti, apportandovi contributi di grande originalità. Fra gli strumenti tipicamente voltiani spiccano l’elettroforo perpetuo, che costituisce la prima macchina elettrostatica a induzione, l’elettrometro condensatore, la cui grande sensibilità permetterà a Volta di rivelare i deboli fenomeni di elettrizzazione per contatto di metalli diversi, e la bilancia elettrometrica, che portò lo scienziato ad accurate misure della forza elettrica.
Nel 1792 Volta avviò estese indagini sull’elettricità animale, al cui riguardo la teoria più moderna era quella proposta da Luigi Galvani e che Volta stesso definì galvanismo. Fu proprio il disaccordo con lo stesso Galvani a portare Volta a sviluppare, nel 1800, la cosiddetta “pila voltaica“, un predecessore della batteria elettrica, che produceva una corrente elettrica costante.
Il fenomeno alla base del funzionamento della pila voltaica, per cui tra due conduttori metallici diversi posti a contatto si stabilisce una piccola differenza di potenziale, prende appunto il nome di effetto Volta. Dai suoi lunghi esperimenti Volta ricavò tre leggi per descrivere il fenomeno.
L’annuncio dell’invenzione della pila, avvenuto nel 1801 presso la Royal Society, accrebbe ulteriormente il consenso della comunità scientifica internazionale per Volta. Nel 1801 il dispositivo viene presentato all’Institut de France di Parigi, alla presenza di Napoleone che propone di assegnare a Volta una medaglia d’oro.
La fama di Volta è giustamente legata all’invenzione della pila, ma non bisogna dimenticare i suoi studi sui gas, anche perché nel corso di questi egli giunge alla scoperta del metano, della legge di dilatazione isobara dell’aria e a importanti risultati sulla tensione di vapore.
Mentre era ospite ad Angera nella casa dell’amica Teresa Castiglioni, Volta scoprì il metano nella palude dell’Isolino Partegora. Provando a smuovere il fondo con l’aiuto di un bastone vide che risalivano delle bolle di gas e le raccolse in bottiglie. Diede a questo gas il nome di “aria infiammabile di palude” e scoprì che poteva essere incendiato sia per mezzo di una candela accesa che mediante una scarica elettrica: dedusse che il gas si formava nella decomposizione di sostanze animali e vegetali.
Nel 1820 Alessandro Volta si ritira a vita privata, spegnendosi nel marzo del 1827 al culmine di una straordinaria vita al servizio della scienza.

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