Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni (1785-1873)

«Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascia l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.”

Alessandro ManzoniNacque a Milano nel 1785 da Pietro e da Giulia, figlia di Cesare Beccaria.

Gli anni lecchesi del Manzoni furono i primi venti. Infatti fu portato a Lecco subito dopo la sua nascita per essere mandato a balia. Riguardo a questo periodo della sua vita si conosce ben poco. Lo stesso autore contribuì all’oblio di questi anni rifiutando le sue prime opere.
Nel 1805, morto il convivente della madre Carlo Imbonati, si stabilì presso di lei a Parigi. Furono anni che influirono decisamente sulla sua formazione intellettuale. Egli venne profondamente influenzato dalla cultura francese e in particolare dalle idee illuministe. Al periodo parigino risale anche l’evento centrale della sua esistenza: la conversione al cattolicesimo.
Nel 1808 si sposò con Enrichetta Blondel, di famiglia ginevrina residente a Milano, e il matrimonio fu un’altra esperienza decisiva, sia per l’affetto profondo che lo legò alla moglie, sia per l’influsso che questa, calvinista fervente, esercitò su di lui. Dopo il ’30 la sua vita, almeno in parte, cambiò. La morte di Enrichetta lo colpì duramente. Più tardi venne un secondo matrimonio con una donna, Teresa Stampa, assai inferiore intellettualmente a lui. Seguì con animo caldo il corso del Risorgimento, di cui condivise gli ideali e le speranze. Nel 1860 fu nominato senatore del Regno: con questo incarico votò nel 1864 a favore dello spostamento della capitale da Torino a Firenze fintanto che Roma non fosse stata liberata. Come presidente della commissione parlamentare sulla lingua scrisse, nel 1868, una breve relazione sulla lingua italiana: Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla.
Il 28 giugno1872 fu nominato cittadino onorario di Roma. Morì il 22 maggio del 1873 colpito da meningite.

Le opere

Alessandro Manzoni iniziò negli anni giovanili con delle composizioni di ispirazione neoclassica. La conversione religiosa determinò una grande svolta nella sua attività letteraria. Tra il 1812 e il 1822 compose gli Inni sacri, cinque composizioni poetiche dedicate alle maggiori festività della Chiesa cattolica: La Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione, La Pentecoste. Nel 1821 scrisse le cosiddette “odi civili”: Marzo 1821, dedicata alle insurrezioni anti-austriache di quell’anno, e Il Cinque Maggio, composta di getto all’annuncio della morte di Napoleone Bonaparte. Due tentativi di lirica religiosa, gli inni Ognissanti e Natale 1833 (che prende spunto dalla morte della moglie Enrichetta Blondel) restano incompiuti.
Tra il 1816 e il 1822 scrisse inoltre due tragedie, Il Conte di Carmagnola (1816) e Adelchi(1822), frutto di un’attenta riflessione teorica sul teatro e sul genere tragico in particolare. L’opera più completa e matura di Manzoni è però il romanzo I Promessi Sposi, scritto in una prima versione (con il titolo Fermo e Lucia) tra il 1821 e il 1823; poi profondamente modificato dal punto di vista della narrazione, il romanzo viene “alleggerito” togliendo molti tratti storici e pubblicato poi nel 1827; infine ancora rivisto, questa volta solo nella forma linguistica: nella ricerca di una lingua accessibile agli italiani di varia origine e cultura Manzoni scelse come modello il fiorentino parlato dai contemporanei.

 Itinerario Manzoniano

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