Acquate

Acquate è un quartiere della città di Lecco, che si trova nella parte nord della città.

Le prime notizie certe si hanno nel 1232, quando già esisteva una chiesa e un centro abitato. Era un piccolo borgo montano ed anche comune autonomo. Con la divisione della Lombardia in province, sotto il dominio austriaco, poi sotto quello napoleonico, Acquate divenne frazione di Lecco. Il comune sopravvisse fino al 1923, quando definitivamente venne soppresso e Acquate divenne ciò che è ancora oggi, un quartiere della città di Lecco.

Un po’ di storia

Il suo antico nucleo è ancor oggi tra i meglio conservati di Lecco. Sorto in posizione panoramica a fianco del torrente Caldone, ebbe un’economia in prevalenza agricola. Nei primi decenni del 1900, anche nella vasta area agricola ai piedi del paese sono sorte molte grandi industrie. La più importante era la S.A.E. Smantellata è stata sostituita da rilevanti insediamenti abitativi.

La sua chiesa è la più antica del territorio lecchese. Fondata nel 1232 ed ampliata in tre riprese. Al suo interno possiamo ammirare la pala ad olio dipinta da Giovan Andrea De Magistris, pittore bergamasco della scuola del Lotto. Sono rappresentati i Santi Giorgio, Caterina ed Egidio (oltre a S. Ambrogio) che fanno corona alla Natività. I primi tre sono i Santi ai quali è intitolata la chiesa. Nel 1908, cinquantesimo anniversario delle apparizioni di Lourdes, venne costruita una grotta ad imitazione di quella di Lourdes. Nell’agosto del 1928, una giovane acquatese veniva guarita da una grave malattia nel corso di un pellegrinaggio a Lourdes. Questo fatto determinò l’idea di costruire un santuario nei pressi della grotta. Il santuario venne terminato ed inaugurato nel settembre del 1934.

Promessi sposi

Il quartiere, insieme con Pescarenico, è uno dei più caratteristici della città. Proprio per questo il Manzoni decise di ambientarvi il suo romanzo più celebre. Ancora oggi, il successo di Acquate e la sua fama si basa proprio sulla storia dello scrittore. Molti luoghi, come la Chiesa di Don Abbondio, la casa di Lucia e la Salita dei Bravi, descritti nel romanzo possono essere riconosciuti grazie a delle insegne poste dal comune. Il quartiere, in un piccolo groviglio di stradine molto caratteristiche, sono state denominate con il nome dei personaggi, come Via Renzo o Via Menico. Il quartiere è inoltre ritenuto il luogo natio dei due protagonisti, appunto Lucia e Renzo.

Scigalott d’or

Ma Acquate non è solo I Promessi Sposi, anzi è luogo di tradizioni lontane ma ancora molto sentite, come lo Scigalott d’or, letteralmente la “cicala d’oro”. Questa festa è molto sentita dagli abitanti di Acquate. Si svolge nel mese di settembre ogni due anni, precisamente negli anni dispari. Il nome deriva da un avvenimento storico. Nel giugno del 1859 Giuseppe Garibaldi si trovava a Lecco per sollevare gli animi e sollecitare gli abitanti per l’unificazione. Gli acquatesi scesero verso Lecco in un folto corteo e sfilarono per le vie del borgo prima di giungere in città. Siccome il loro passo era accompagnato da un rumore stridulo e ripetuto dato dagli strumenti di latta che venivano percossi, gli abitanti di Acquate vennero soprannominati “Scigalott de quà”.

Fra gli edifici significativi del rione sono da ricordare il settecentesco palazzo Tartari, poi Locatelli ed oggi Fiocchi dallo splendido giardino all’italiana. Casa Pozzi, edificio del XVIII secolo a quadrilatero, con logge. L’antica casa dei nobili Airoldi che diventò nel 1594 l’Ospedale della Vergine, dedicato alla cura e al ricovero delle persone anziane. Di grande valore ambientale il giardino della villa Orio, poi Anghileri, con l’annessa chiesa di S.Anna costruita nel 1563 dagli Airoldi.

Acquate è dunque tutta da scoprire… E da vivere!

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *