“Il Romanico sul Lago di Como

In un territorio che sta riscoprendo la propria identità, in termini di cultura e di forme di civiltà, le istituzioni hanno svolto un’azione di recupero e salvaguardia di numerosi beni di valore storico, artistico, culturale, portando a termine vari restauri.

Storia

Lo stile romanico sul Lago di Como si sviluppa tra il X ed il XIII secolo. Viene definito con questo termine poiché le tecniche costruttive si rifanno alla tradizione classica romana. Inoltre per stabilire l’analogia con la nascita delle lingue romanze, che risalgono alla stessa epoca. In quel periodo l’Europa visse un periodo di grande modernizzazione. L’affinamento delle tecniche agricole, esempio l’aratro con parti metalliche, la rotazione triennale, e l’uso dei mulini ad acqua e a vento, permise di aumentare la produzione di generi alimentari. Queste tecniche sollevarono la popolazione dall’endemica scarsità di cibo e permettendo un incremento demografico. Ripresero i commerci e si svilupparono i villaggi e le città quali sedi di mercati. Gradualmente fu possibile l’affermazione di un nuovo ceto sociale, quello “borghese” dedito alle attività manifatturiere e commerciali, intermedio tra la massa dei contadini e gli aristocratici o gli ecclesiastici.

Si assistette anche ad una ripresa dell’attività edilizia, della domanda di cultura e di investimenti artistici. Questo successe soprattutto nella Pianura Padana, nel Regno di Sicilia e nella Toscana. Il declino dell’autorità imperiale veniva eclissato gradualmente dal feudalesimo e dallo sviluppo delle autonomie cittadine. In questi liberi comuni non è più l’Imperatore o il vescovo a commissionare nuove opere edilizie, ma i signori locali. I nuovi padroni effettuavano cospicue donazioni che avevano una funzione di prestigio ma anche espiatorie del senso di colpa. Ciò veniva riscattato tramite omaggio in denaro o in opere d’arte verso istituzioni religiose a testimonianza della propria devozione e pentimento religioso. Le arti figurative ebbero un nuovo impulso, che si concretizzò con la costruzione di nuove chiese, con apparati decorativi scolpiti o dipinti.

Stile

Il Romanico presenta un carattere unitario, con una generale tendenza a chiarezza, organicità e rilievo e con il riferimento a tecniche costruttive dell’antichità romana. Si utilizzano spesso pilastri cruciformi, cripte ma, contemporaneamente, offre una grande varietà di esecuzione, secondo le diverse realtà locali. Il sistema costruttivo romanico non si ripete in forme sempre uguali, ma progredisce verso forme più complesse e diverse a seconda del contesto locale in cui è inserito. La forma e la struttura delle chiese risultano molto diverse da quelle costruite fino a questo momento. Qui si riscoprono tecniche usate dai Romani e poi dimenticate, come quelle per edificare le volte di pietra. Tutte le soluzioni tecniche nascono dall’esperienza diretta nel cantiere, nel provare e riprovare sistemi diversi per risolvere i problemi che si presentavano.

Nasce così un’architettura differente a seconda della disponibilità del materiale, della capacità delle maestranze e delle esigenze locali. L’architettura ecclesiastica romanica è caratterizzata per la funzione portante delle pareti. L’alternanza di pieni e vuoti, la presenza di decorazioni di lesene, semicolonne, archetti è la testimonianza di maggiore importanza dell’architettura sulle altre forme artistiche, quali scultura e pittura. Elemento simbolo dell’architettura romanica è la Cattedrale. Essa sorge nel centro della città, circondata dalle abitazioni. La cattedrale rappresenta il centro della vita della comunità e della religiosità. Lì si svolgono le più importanti cerimonie religiose e civili.

Architettura

La pianta delle chiese romaniche è normalmente a croce latina, longitudinale semplice ed a pianta circolare. Per la costruzione venivano usati materiali di pietra locale, laterizi o materiali di recupero. Esternamente si hanno decorazioni con sculture raffiguranti animali simbolici o fasce decorative di tipo geometrico e floreale. All’interno si trovano elementi architettonici con funzione decorativa, come capitelli con bassorilievi costituiti da animali fantastici o da motivi vegetali, su cui poggiano le arcate. Talvolta l’interno può essere intonacato e poi dipinto ad affresco. Spesso l’immagine del Cristo è collocata nel catino dell’abside centrale, la Vergine in quelle laterali, mentre nella parte occidentale è rappresentato il Giudizio universale.

L’affresco nelle chiese romaniche sostituisce il mosaico delle chiese paleocristiane, perché è più economico e più semplice da realizzare. Una variante regionale del Romanico europeo si caratterizza dall’uso della pietra come materiale costruttivo. Possono essere ciottoli di fiume o più spesso pietra locale estratta dalle numerose cave del territorio. Questo lo differenzia fortemente dalle aree di pianura dove è prevalente il mattone. Ciò comportò una semplificazione delle strutture di copertura. Nella maggior parte dei casi gli edifici lariani sono coperti da semplici tetti in legno.